Covid, controlli potenziati: i luoghi a rischio e il ruolo della banca dati sanitaria. Silenzio sul monitoraggio feste in casa

Lo schema elaborato nella Riunione Tecnica organizzata sulle misure di contrasto della diffusione pandemica da covid-19

La novità, dopo il doppio incontro di ieri anti-covid in Prefettura a Perugia, è solo quella del raddoppio dei controlli per evitare assembramenti e gente senza mascherine in giro per le città della provincia di Perugia. I luoghi e i rischi sono ormai arcinoti. L'unico giallo sta sul come controllare i flussi in entrata nelle case dei privati dopo il diktat (molto contestato) di sei persone al massimo dentro un domicilio (esclusa la famiglia residente).

Ne parlano i vertici del Governo ma dai Prefetti in giù nessuno osa dire una parola in più su controlli ed su come comportarsi dopo eventuali famigerate segnalazioni dei vicini (come invece suggerite dal Ministro Speranza). Il resoconto ufficiale dell'incontro istituzioni e forze dell'ordine per cercare di arginare la seconda ondata dei contagi, a Perugia e provincia, non affronta l'argomento spinoso. E' ovvio che ci si affidi al buonsenso dei cittadini.

Per il resto ecco in sintesi le azioni previste dalla tak-force anti-contagio:
1)Intensificazione dei controlli e delle identificazioni delle persone al fine di verificare l’eventuale presenza indebita di cittadini nelle aree pubbliche. Controllare soprattutto che non siano soggetti positivi o in quarantena. Le Forze di Polizia sono in possesso, attraverso il continuo aggiornamento delle Banche Dati, dei dati relativi alle persone oggetto di intervento dell’Autorità Sanitaria.

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2)Saranno organizzati dei servizi straordinari nei luoghi della così detta movida ed in tutte le altre aree e circostanze critiche ed a rischio quali per esempio: entrata ed uscita dai plessi scolastici nonché fermate dei bus, stazioni ferroviarie, centri commerciali ed altre location di forte aggregazione sociale.

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