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IL PERSONAGGIO Alberto Bottini, il barbiere perugino dei Vip: "Ecco il mio taglio alla fiamma"

Il principe dei tonsori perugini sarà a breve a Milano per mostrare le sue ultime invenzioni: "Mi ricordo di quella volta con Gheddafi..."

Il pugile mondiale Nino Benvenuti, il campione di motociclismo Giacomo Agostini, mister “pedivella” Adriano De Zan, Giorgio Albertazzi, Luca Ronconi (che lo chiamava “il principe dei tricotonsori”)… sono stati alcuni clienti famosi di Alberto Bottini,  considerato il barbiere dei Vip. E come non aggiungere l’avvocato Coppi, Carlo Pagnotta, Lino Spagnoli? E Saad Gheddafi: “Dovevo raggiungerlo al Brufani o, in aereo, in Sardegna, lavorare con strumenti appena scartati dalla confezione, sotto il controllo di guardie del corpo armate di mitra. Che strizza!”, racconta Alberto.

Il principe dei tonsori perugini sarà a breve a Milano, per dimostrare cose di certo mai viste. Tra esse la “forbice rasoio”, uno strumento creato da Livi, mastro perugino delle lame. Roba perugina, altro che Toledo! Si tratta di una forbice che si scompone in ben due rasoi. Marchio e modello depositati. E poi, novità delle novità: il taglio a fiamma. Lo dice mostrando una bombola di gas connessa a un tubo di gomma che termina con un cannello.

Come si fa? “Semplice: basta avere il pettine adatto e bruciare i capelli al di sopra di quello”. Ma non c’è pericolo che la testa del cliente vada in fiamme? “Assolutamente no: sperimentazione effettuata in tutta sicurezza!”.

Certo che il mondo di Bottini è speciale. Ha creato profumerie e barbierie, scritte nella storia della moda della Vetusta. Si diceva negli anni Sessanta: “Quello ci ha il taglio alla Bottini!”. Chi usciva dall’atelier di piazza Matteotti, dalle Logge di Braccio, da via Danzetta, da corso Vannucci (ancora oggi) si gonfiava il petto e… la testa. Perché Bottini riesce a far sembrare capelluto anche chi è scarsamente dotato di risorse tricologiche!

Non si contano i premi, le coppe, i riconoscimenti nazionali, ottenuti nel corso di una lunga e fortunata carriera. E ancora opera attivamente, in un atelier che pare un museo, tra poltrone e salotti, specchi liberty e preziosità. Con la gentile consorte e la commessa-amica Claudia, creatrice di preziosa bigiotteria. Tra profumi che possono raggiungere i 600 euro alla bottiglietta, come quello usato da Elisabetta d’Inghilterra.

Alberto, garbato e discreto, monta anche parrucchini su teste blasonate… ma è una tomba: non è possibile estorcergli nomi. E poi, orgoglio e vanità, oltre alle tante coppe e targhe, tiene un volumone nero sul quale sono vergati ringraziamenti sottoscritti da personaggi, tra i quali riusciamo a sbirciarne alcuni famosi. Ci sono anche disegni e vignette di grandi artisti. Il tutto custodito con orgogliosa discrezione. A breve, Alberto Bottini porterà nella città della Madonnina l’approccio elegante della città del Bacio. Sperando non ci siano da chiamare i pompieri.

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