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Ospedale di Città della Pieve, via ai lavori: riqualificazione completa entro l'estate 2018

Il progetto, che prevede un investimento complessivo di 3,5 milioni di euro di cui 900mila per nuove attrezzature e arredi, è stato illustrato dalla presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, e dall’assessore regionale alla Salute, alla Coesione sociale e al Welfare, Luca Barberini

Inizieranno il primo marzo prossimo i lavori per la riqualificazione dell’ospedale di Città della Pieve, che diventerà una “Casa della salute” con il mantenimento della rete dell’emergenza e soccorso e possibilità di attivazione di una postazione di elisoccorso diurno e notturno, il potenziamento dei servizi ambulatoriali, territoriali e di diagnostica, l’incremento delle attività sanitarie programmate, l’aumento di posti letto per pazienti affetti da patologie cronico-degenerative (Residenza sanitaria assistita), l’attivazione di un modulo di degenza per la riabilitazione estensiva post ospedaliera.

Il progetto, che prevede un investimento complessivo di 3,5 milioni di euro di cui 900mila per nuove attrezzature e arredi, è stato illustrato dalla presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, e dall’assessore regionale alla Salute, alla Coesione sociale e al Welfare, Luca Barberini, nel corso di un’assemblea pubblica che si è svolta a Città della Pieve. Presenti il direttore regionale Salute, Welfare, Organizzazione e Risorse Umane, Walter Orlandi, il direttore generale della Usl Umbria 1, Andrea Casciari, il sindaco della città, Fausto Scricciolo. 

 “Si tratta di un progetto – ha detto la presidente Marini – che s’inserisce in un quadro di riordino del sistema sanitario che impone elementi di innovazione per rispondere in maniera adeguata ai bisogni di salute dei cittadini e del territorio. Garantiamo le cure primarie, mantenendo e potenziando la rete dell’emergenza, con una dotazione medica e infermieristica adeguata per fornire assistenza di qualità e in sicurezza. Con la riqualificazione dell’ospedale di Città della Pieve – ha aggiunto – a cui seguirà quella di Narni-Amelia e poi dell’area della Valnerina per quanto accaduto con il sisma, fissiamo un punto importante nella riorganizzazione della rete  ospedaliera e delle cure primarie in Umbria per adeguarle ai nuovi bisogni espressi dalla comunità regionale, salvaguardando un sistema di sanità pubblica di qualità elevata”. 

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