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Cronaca Norcia

DOSSIER Sopravvivere al post terremoto, alla burocrazia e agli avvisi di garanzia: il fronte garantista smonta tutte le accuse

Dopo lo sfogo del sindaco Alemanno e dell'archistar Boeri - indagati per abuso edilizio - abbiamo ricostruito tutti i pareri e le analisi di chi ritiene un abbaglio interpretativo le conclusioni alla quale è giunta una parte della magistratura sul centro polifunzionale di Norcia, sotto posto sotto sequestro pur essendo luogo di pubblica utilità e una struttura rimovibile una volta finita l'emergenza sismica. "Piena fiducia alla magistratura, ma..."

E' ora chi ha ragione? La Procura che indaga sia su Casa Ancarano - il primo centro polifunzionale finito nel mirino nell'inchiesta gestione dell'emergenza sismica a Norcia - che sul Centro Polifunazionale (posto sotto sequestro dopo quasi anno dalla sua inaugurazione) della città di San Benedetto, realizzato dall'archistar Stefano Boeri con i fondi di Tg la 7 e Corriere della Sera. O hanno ragione gli altri signori della ricostruzione, tecnici per eccellenza dell'emergenza in Italia, ovvero la Protezine Civile che a sua volta dopo il secondo avviso di garanzia ad un "distrutto" sindaco di Norcia Nicola Alemanno hanno risposto al suo appello: "Qualcuno ci spieghi subito come dobbiamo fare... in caso contrario lascio, mi dimetto".

La protezione civile ha ribadito che il Comune, il sindaco, l'archistar Boeri su Casa Norcia - sede operativa per l'emergenza, del consiglio regionale, delle sedi delle associazioni e addirittura piccolo teatro dove passare le serate - hanno rispettato le normative: sono strutture temporanee, giusta la formula dell'emergenza ed essendo strutture a tempo non hanno violato le aree vincolate (qui è tutta zona parco dei Sibillini). Ovviamente la magistratura di Spoleto è convinta del contrario tanto è vero che il primo processo partirà il 15 maggio (Casa Ancarano) e lo stesso sindaco teme altri avvisi di garanzia su casette e scuole e strutture che ospitano ristoranti e negozi del centro storico danneggiato dal sisma. L'unica certezza è che si rischia il blocco di altre importanti strutture donate da privati e fondamentali per la rinascita di borghi a rischio come Castelluccio di Norcia e San Pellegrino. Della ricostruzione pesante poi non c'è certezza (né soldi... questa è la verità).

Ma la magistratura spoletina può aver preso un abbaglio? La domanda non è facile da rispondere e può provocare effetti collaterali non da poco. Ma c'è un fronte del sì che cresce di ora in ora. Contrario agli avvisi di garanzia, contrarissimo al sequestro addirittura dell'immobile di Norcia che priva della città dell'unica sede operativa, politica e ricreativa dell'area urbana. Partiamo dalla Protezione Civile nazionale che ha ribadito il suo pieno sostegno all'amministrazione di Norcia.
 
"L’ordinanza n. 389 del 28 agosto 2016 infatti, anche in deroga alle norme urbanistiche e paesaggistiche, prevede la possibilità di realizzare strutture temporanee per assicurare, tra le altre cose, “la continuità dei servizi pubblici”. Finalità, quest’ultima, a cui risponde la struttura di Norcia che dopo essere stata nella prima fase dell’emergenza sede del Centro Operativo Comunale (COC), ospita attualmente le sedute del consiglio comunale e rappresenta per la comunità norcina un importante centro di aggregazione e di attività di pubblico interesse". Tradotto: è tutto regolare, tutto conforme alle normative di emergenza che vanno a stravolgere ovviamente le leggi ordinarie in caso di dramma, come il sisma del Centro Italia.

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