Umbria in lutto, addio al "padre" degli emigrati: "Non ha mai scordato la sua terra, grazie di tutto"

Il cordoglio della presidente Marini per la morte di Carlo Grullini: "Uno straordinario protagonista del rapporto tra i nostri emigrati e la terra d’origine"

“L’Umbria, l’Arulef (Associazione regionale umbra emigrati e famiglie) e soprattutto la grande comunità degli umbri all’estero, perdono con la morte di Carlo Grullini uno straordinario protagonista del rapporto tra i nostri emigrati e la terra d’origine. Esprimo il mio personale cordoglio, e quello della Giunta regionale, e sono particolarmente vicina alla sua famiglia, alla moglie ed alle sue figlie”.

E’ quanto afferma la presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, che si è detta 'commossa' per la morte di Carlo Grullini, “persona generosa, che ha dedicato molta parte della sua vita per mantenere sempre stretti i legami tra le migliaia di emigrati umbri e la nostra regione, contribuendo a far conoscere soprattutto alle giovani generazioni la ricchezza culturale e sociale della nostra regione”.

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La presidente Marini ricorda inoltre che “lo stesso Carlo Grullini lasciò negli anni ’60 la sua città natale, Spoleto, all’età di venti anni per emigrare in Svizzera, in tempi in cui per i nostri connazionali era particolarmente difficile l’integrazione e per nulla semplice la condizione di ‘immigrati’. Ma lui di questa esperienza, rientrato in Umbria, ha sempre fatto tesoro, spronandolo ad impegnarsi dell’ARULEF, nella organizzazione delle prime ‘colonie estive’ per i figli degli emigrati umbri e dei soggiorni in Umbria per gli stessi emigrati. Iniziative che avevano ed hanno lo scopo di rinsaldare i legami sociali, culturali ed anche economici tra emigrati e le realtà di origine. Molto attivo anche nell’ambito del Consiglio regionale dell’emigrazione, l’organismo istituzionale che si occupa degli umbri emigrati. Un impegno che lo ha visto attivo fino all’ultimo. Di tutto questo siamo e saremo sempre grati a Carlo”.

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