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Il ministro Giannini davanti alla Corte dei Conti: contestato danno erariale da 339mila euro

Si parla di un danno erariale di ben 339mila euro per avere subaffittato nel 2008 un immobile di proprietà della Fortebraccio srl di Perugia e in parte occupato dall’Ateneo

L'udienza che coinvolge il ministro Stefania Giannini è terminato con un mero rinvio. I giudici della Corte dei Conti di Perugia hanno deciso di accogliere la richiesta della difesa che, in vista delle memorie presentate dalla Procura, ha chiesto di prendere tempo per poterle visionare. Si parla di un danno erariale di ben 339mila euro per avere subaffittato nel 2008 un immobile di proprietà della Fortebraccio srl di Perugia e in parte occupato dall’Ataneo. 

In base, però, alle indagine portate avanti pare che l’edificio sia rimasto vuoto, dalla primavera 2008 al giugno 2010. La Corte dei Conti quindi contesterebbe all’ex rettore questi 14 mesi, arco di tempo in cui è venuto a mancare un notevole incasso. Ma non solo, perché secondo quanto appurato dalla Procura sembrerebbe inoltre che il canone di locazione ricevuto sarebbe di quindicimila euro inferiore a quanto versato.

Al centro dell'inchiesta targata 2008 c'è, inoltre, un progetto per promuovere attività culturali, strettamente connesse alla specifica finalità formativa che l’Ateneo persegue, nonché quello di disporre di una struttura ricettiva - anche per il personale e gli studenti - strumentale alle attività istituzionali della stessa università (convegni, incontri con altre Istituzioni pubbliche, private, nazionali e interazioni, e congressi).

Ma l'impiego di denaro, stando all'Accusa, avrebbe portato all’inutilità dell’iniziativa e al mancato raggiungimento degli obiettivi proposti al Consiglio di amministrazione e da questo autorizzati con le delibere dell’aprile, del giugno e del luglio 2008. Insomma una situazione spinosa che l'attuale Ministro sta respingendo con altri documenti e dati.

La Giannini ha, infatti, sempre dichiarato di essere assolutamente serena e certa della bontà dell’operato “mio e del Consiglio di amministrazione che all’epoca presiedevo. Le iniziative legate all’istituzione di una scuola di Alta formazione internazionale della cucina italiana sono state approvate collegialmente dal suddetto cda. In attesa di comunicazioni ufficiali da parte della Procura della Corte dei Conti, ogni particolare sarà chiarito nelle sedi competenti”.

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