Centova, rubano cani di razza per il mercato nero degli allevatori

Sono entrati nei recinti di un allevamento privato a Centova portando via 4 segugi da riproduzione tra cui due campioni italiani e regionali. Il mercato nero frutta migliaia di euro

Il mercato internazionale dei cani di razza da utilizzare a fini riproduttivi starebbe alla base del furto avvenuto la sera del sei gennaio scorso in un canile privato a Centova a pochi metri di distanza dalla multisala cinematografica. I proprietari hanno sporto denuncia ai Carabinieri per il futuro di 4 esemplari (uno è stato ritrovato dopo essere riuscito a sfuggire ai o al ladro) che fanno parte della famiglia canina dei segugi. Non si tratta di cani qualsiasi ma di un campione italiano e di un campione regionale, gli altri cani dell'allevamento di Centova hanno sulle spalle vari premi conquistati ai concorsi nazionali.

Il furto dei segugi può valere dai 2mila ai 4 mila euro a cane piazzato; questo avviene quasi esclusivamente sul mercato dell'Est Europa. Un giro di affari che parte da un basista locale per poi estendersi anche a balordi locali a cui spetta il compito di assaltare i canili armati degli stessi strumenti degli accalappiacani per bloccare e trasportare gli esemplari da rivendere.

Molte le denunce negli ultimi due anni ricevute dalle forze dell'ordine sul mercato clandestino; spesso provenienti anche da padroni non allevatori che hanno visto portarsi via il proprio cane all'interno al perimetro di ville di proprietà.  Non è un caso che l'Umbria è al terzo posto nazionale di un fenomeno criminale che ogni anno conta su qualcosa come 11 mila furti in tutto il Paese stando alle denunce presentate alle procure, ai comandi delle forze dell'ordine ed alla polizia locale, oltre alle segnalazioni giunte all'Associazione italiana difesa animali ed ambiente 

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Si tratta prevalentemente di cuccioli e di fattrici appartenenti a razze pregiate e di cani da caccia. I furti riguardano i cani da caccia le cui razza preferita dai ladri è quella del setter inglese e del bracco italiano (un segugio), quello dei cani da caccia rappresenta di fatto il 40% delle segnalazioni arrivate nel corso del 2011 all'associazione Aidaa.

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