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Maltempo e cifre, oltre 40 centimetri di pioggia: non accadeva da 50 anni

Nessuna rischia dall'Umbria per lo stato di crisi dopo l'alluvione del 10-11-12 novembre. Ora però si cercano denari dallo Stato per riparare strade e intere frazioni. Il bilancio della Regione e della Protezione Civile

Appare quasi ingiusto parlare di maltempo in Umbria, dopo quello che è accaduto in Sardegna, ma l'alluvione dell'10, 11 e il 12 novembre ha segnato molto la provincia di Perugia: danni, smottamenti, frane, strade saltate e intere frazioni sotto fango e detriti. In particolare in Alta Umbria dove Gualdo Tadino, Gubbio, Costacciaro e Scheggia sono state le città più colpite. In Consiglio regionale sono arrivati i primi dati ufficiali del maltempo. 

UNA PIOGGIA DA RECORD - Le forti precipitazioni hanno rappresentato un evento che non si manifestava da oltre 50 anni. A Gualdo Tadino, in 72 ore sono caduti quasi 350 millimetri di pioggia (il 40 per cento di quanto piove in un anno), a Castelluccio i millimetri sono stati 440.  I danni prodotti sono stati più modesti rispetto all'alluvione di un anno fa soprattutto perché sono state interessate zone meno abitate, ma anche grazie alla diga di Montedoglio e a quella del Chiascio. 

I DANNI - Nelle zone colpite è tutt'ora in corso la ricognizione dei danni da parte dei tecnici regionali. Le maggiori criticità sono state rilevate da subito sulle strade Flaminia e Contessa. Due i tratti chiusi della prima arteria viaria nel territorio del Comune di Nocera Umbra, mentre la Contessa, per la quale la situazione appare più preoccupante, rimane chiusa in un tratto a confine con le Marche. La Provincia, che è l'Ente gestore, sta adoperandosi per un parziale ripristino, mentre per intervenire in maniera definitiva sul cedimento del manto stradale prodotto dal maltempo ci vorranno alcune settimane. Altri interventi hanno riguardato la viabilità secondaria. La Giunta regionale, subito a ridosso degli eventi, ha deliberato  risorse da destinare ai Comuni per piccoli, ma indispensabili interventi infrastrutturali. 

Per quanto riguarda la programmazione di interventi più consistenti (smottamenti e frane) la Regione, con la presidente Marini, ha preso da subito contatti con il capo del Dipartimento della Protezione civile  Franco Gabrielli. L'auspicio è che presto possano arrivare le risorse necessarie. Intanto si sta predisponendo un dossier da consegnare alla stessa  Protezione civile. Si tratta di un documento che fotografa ogni criticità prodotta sul territorio dagli eventi atmosferici in questione. La prossima settimana è prevista una riunione con la Provincia di Perugia ed sindaci delle zone colpite per fare il punto della situazione.

NESSUNA RICHIESTA DI STATO D'EMERGENZA - Il fatto che la Regione Umbria, ad oggi, non abbia chiesto la dichiarazione di stato di emergenza, è stato spiegato anche dal responsabile regionale della Protezione civile, di stanza a Foligno, Sandro Costantini.  La normativa vigente non permetterebbe di rientrare nei parametri richiesti. L'obiettivo principale è comunque quello di reperire, nel minor tempo possibile, le risorse necessarie per aiutare i Comuni a sanare le criticità infrastrutturali conseguenti all'evento.

AGRICOLTURA - Per quanto riguarda invece i danni prodotti all'agricoltura, il risarcimento è legato a fondi statali, per cui la Giunta regionale informerà il ministero entro il mese di dicembre, quando sarà cioè in grado di avere la quantificazione finale dei danni. Rimanendo nel tema dei danni all'agricoltura, relativi però all'alluvione del 2102, la scorsa settimana il ministero ha fatto sapere della disponibilità di 755mila euro a fronte di un danno accertato di circa 2milioni e mezzo di euro.

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