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Martedì, 7 Febbraio 2023
Cronaca

Lettere dal carcere, sequestrate quelle del boss: dava indicazioni agli affiliati della cosca

La Cassazione rigetta il ricorso e dà ragione dal Tribunale di Sorveglianza: "Affievolimento delle facoltà di comunicazione pienamente giustificato dalla condizione di particolare pericolosità del soggetto sottoposto al regime differenziato"

Lettere sequestrate al boss, la Cassazione conferma il provvedimento e dà ragione al magistrato del Tribunale di Sorveglianza.

Un detenuto, con legami con la malavita organizzata, ha presentato ricorso din Cassazione contestando “la legittimità del provvedimento di trattenimento della corrispondenza disposto dal magistrato di sorveglianza in considerazione dei contenuti della missiva inviata dal ... ad un lontano parente, essendo contenuti in essa frasi ambigue, riferimenti a terze persone non compiutamente identificabili ed a loro condotte rispetto alle quali il detenuto esprime consigli con dubbie finalità”.

Un’altra missiva è stata sequestrata “in considerazione dei contenuti della missiva alla quale era allegato un ritaglio di giornale, delle manifestazioni ripetitive di affettuosità nei confronti di soggetti non compiutamente identificabili ed indicazioni di condotte degli stessi con dubbie finalità tenuto conto, poi, dell'inserimento del ricorrente in una associazione di stampo mafioso ed il suo spessore criminale”.

La Cassazione ha respinto il ricorso riconoscendo la sussistenza di “un affievolimento delle facoltà di comunicazione pienamente giustificato dalla condizione di particolare pericolosità soggettiva di cui è portatore il singolo soggetto sottoposto al regime differenziato, il che rende costituzionalmente legittima la citata normativa”.

Ne consegue il rigetto del ricorso e la condanna al pagamento di 6mila euro alla Cassa delle ammende.

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