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Inviato Cittadino | Volantini ovunque, sparsi per terra e stipati nelle cassette

diventata un’epidemia: cassette della posta ingombre di volantini pubblicitari

Volantini ovunque, sparsi per terra, stipati nelle cassette. Ne metto tanti, così faccio prima. È diventata un’epidemia: cassette della posta ingombre di volantini pubblicitari. Opuscoli che – quando, per rifiutare, non si apre il portone, cosa che accade sempre più spesso – vengono zaffati nei contenitori esterni. Inutile scrivere “No pubblicità”. Se non c’è il contenitore esterno, te li sparpagliano davanti all’ingresso (foto). Non c’è verso di salvarsi da questa autentica invasione di dépliant delle più diverse tipologie di negozi: supermercati, pizzerie, empori di ferramenta, elettronica, vini… perfino escursioni e turismo religioso…

Un investimento che comporta un ritorno? C’è da dubitarne. E non si creda che tutto questo non abbia un costo. Ce l’ha e ricade, inevitabilmente, sulle spalle dei consumatori. Senza considerare lo spreco di carta, ossia l’abbattimento di alberi per ricavarne cellulosa. La distribuzione (“a pioggia” è dire poco) viene in genere affidata a giovani e tra essi a diversi stranieri. Li vediamo arrancare col sacco pieno di materiale. Mettono a disagio, poveretti. Si dice che li paghino poco, dato che si tratta di un lavoro generico che chiunque può svolgere. Ci si chiede: ma li tengono in regola? Assicurazione, contributi…? Pare di no. Dicono che si faccia a forfait.

Di conseguenza, alcuni di questi “distributori” si liberano del voluminoso carico con visibile disinvoltura. Ossia: ne mettono a iosa. Al punto che qualche committente non si fida troppo e chiede al cliente: “Arriva a casa sua il volantino?”. Tanto per accertarsi sommariamente della serietà dei distributori. Nella mia scala, con 15 famiglie, ho visto appoggiare oltre cinquanta volantini dello stesso tipo. In omaggio al principio “melius abundare quam deficere”. Ma il servizio pulizia, ovviamente, ci libera di questa paccottiglia riversandola direttamente nel contenitore della carta. Spreco, inquinamento, malvezzo, disonestà. Siamo sicuri che questa forma di pubblicità sia produttiva? Non lo è per nessuno. Le uniche cose che produce, di certo, sono sporcizia, rabbia, inquinamento, disagio.
 

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