Incidenti stradali in Umbria: tutti i dati su feriti, scontri, vittime e le strade più a "rischio"

Presentato il report con i dati sugli incidenti stradali nella nostra regione, elaborati dall’Istat. Rispetto al 2017 in leggero aumento sia gli incidenti che i feriti

In controtendenza rispetto ai dati nazionali, in confronto al 2017 gli incidenti lungo le strade dell’Umbria sono aumentati dell’1 per cento. Vale anche per il numero dei feriti, che ha visto una crescita – per il 2018 – del 4,4 per cento. I dati nazionali, invece, vedono un calo di incidenti e feriti rispettivamente dell’1,4 e del 1,6 per cento. Invariato, invece, è il numero delle vittime della strada a fronte di una diminuzione del dato nazionale.

È questa la fotografia scattata dall’Istat sugli incidenti stradali in Umbria nel 2018: dei 2.385 avvenuti nel corso dello scorso anno, 48 persone sono morte e 3.400 sono rimaste ferite. I dati sono stati illustrati nel corso di un incontro organizzato dalla Delegazione di Perugia dell’Automobile club Italia (Aci).

Le statistiche (riferite all’anno 2018) riferiscono ancora che gli utenti vulnerabili per età, quindi bambini e anziani, deceduti in incidenti stradali, sono inferiori alla media nazionale: si parla di un 43,8 per cento contro il 45,3 per cento.

Ma quali sono le strade che hanno registrato il più alto numero di incidenti? Secondo quanto emerso oggi, nel corso dell’incontro con la stampa, i tratti urbani sono quelli in cui si riscontrano la maggior parte di scontri e feriti. A suffragare questa tesi, ci sono i dati: nel 2018, in Umbria si sono verificati 1.530 incidenti (1.294 nel 2017), su questo tipo di strade, il 64 per cento del totale.

Alla base, ci sono spesso comportamenti alla guida come distrazione, velocità troppo elevata e mancato rispetto delle regole di precedenza o semaforo rosso e che rappresentano il 47 per cento dei casi.

Le strada con più incidenti, nel 2018, è stata la Statale 003 bis Tiberina (140 incidenti, di cui 2 mortali), che risulta essere la strada ‘di interesse umbro’ a più elevato indice, seguita dalla via Flaminia (84 incidenti, di cui 3 mortali) e l’Autostrada del Sole (37 incidenti di cui 4 mortali). L’indice di mortalità medio in Umbria è di 3,1 morti per 100 incidenti sulla rete viaria principale, con una densità di 0,5 per cento di incidenti per chilometro. Questi sono concentrati per lo più nel periodo primaverile ed estivo. Tra aprile e settembre si contano il 53 per cento circa degli incidenti avvenuti durante l’anno, anche se nel solo mese di ottobre si sono verificati 244 incidenti in Umbria, il 10 per cento del totale.

In aumento, invece, l’incidenza di pedoni deceduti negli ultimi anni In Umbria, dal 2010 al 2018, che è passata dal 15,2 per cento al 18,9 per cento, in linea con la media nazionale. Tutto questo ha un costo sociale che è stato quantificato, per il 2018, in oltre 17 miliardi di euro per l’intero territorio nazionale e in circa 242 milioni di euro in Umbria.

“I dati sono confortanti – ha dichiarato Ruggero Campi, presidente dell’Aci Perugia –. Le morti per incidenti stradali in Umbria sono diminuite e anche se diminuiscono di una sola unità bisogna essere soddisfatti. L’andamento è positivo ma c’è ancora tanto da fare. Ritengo che l’incidente stradale sia sempre figlio della distrazione dell’automobilista, quasi sempre per via del telefono cellulare. È un problema di educazione civica essenzialmente. Gli insegnanti e le famiglie, da questo punto di vista, possono fare tanto”.

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Nel corso dell’incontro hanno preso parte anche Erika Borghesi, consigliera con delega alla mobilità della Provincia di Perugia, Luca Merli, assessore alla mobilità del Comune di Perugia, Sabrina Angiona, dell’Ufficio territoriale Istat per l’Emilia-Romagna, la Toscana e l’Umbria, e Marco Giorgiano, responsabile del Servizio prevenzione e protezione del Comando dei Vigili del fuoco di Perugia, oltre a rappresentanti delle forze dell’ordine, Carabinieri, Guardia di Finanza, Polizia locale e Polizia stradale.

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