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Università per Stranieri, ritirato il bando per la posizione di direttore generale (a tempo)

Dura presa di posizione degli studenti: "Dopo le rivelazioni sui dottorati chiediamo alla prorettrice di fare un passo indietro"

L’Università per Stranieri di Perugia è sempre più nell’occhio del ciclone tra inchiesta giudiziaria, modifiche allo statuto, bandi per sostituire il direttore generale (sospeso a causa dei presunti illeciti contestati nell’inchiesta sulla gestione dell’ateneo e dell’esame del calciatore Suarez).

Proprio su questo, l’Università “ha ritenuto di annullare, in via di autotutela, il provvedimento del 23.12.2020 con cui era stato approvato l'avviso pubblico per l’acquisizione di manifestazione d’interesse a ricoprire il ruolo di Direttore Generale Facente Funzione, con scadenza dell'incarico al 4 agosto 2021” si legge in una nota ufficiale dell’ateneo. “Ciò per motivazioni collegate alla legittimità del medesimo provvedimento, espresse in autorevoli pareri legali” prosegue il comunicato che indica anche la via per il futuro: “In merito all’individuazione della figura di direttore generale, l'Ateneo reputa di poter procedere, nel rispetto di tutti i passaggi di legge e istituzionali, con una modalità in grado di assicurare una durevole e stabile continuità dell'attività della direzione generale”.

Il direttore generale dell’Università per gli stranieri, Simone Olivieri, è stato sospeso per 8 mesi dalla funzione, sospensione confermata dal tribunale del Riesame di Perugia. Il funzionario potrebbe ricorrere in Cassazione contro la misura interdittiva. L’ateneo, quindi, aveva pensato ad un bando per un direttore generale a tempo (in attesa del rientro del titolare al termine della sospensione?).

Nel frattempo è stata avviata la procedura di modifica dello statuto per l’elezione del rettore, con durata allungata a sei anni (dai 3+3 attuali) e dando maggior peso alla componente non docente del senato accademico. Proposta che ha suscitato molte polemiche, configurandosi come un modo per blindare il nuovo rettore, che voci di ateneo indicano in una figura molto vicina alla dimessa rettrice Grego Bolli.

Anche gli studenti dicono la loro, con una nota di Sinistra Universitaria - UdU Unistrapg: “In questi anni abbiamo sempre ritenuto opportuno dare fiducia a questa governance nell’esclusivo interesse della comunità studentesca che ci onoriamo di rappresentare”, ma negli ultimi tempi “è venuta a mancare la condizione fondamentale per poter lavorare serenamente e proficuamente: la fiducia”.

All’esplodere del caso Suarez, i rappresentati degli studenti hanno rassegnato le dimissioni “proprio per palesare questo nostro sentimento e chiedere un profondo cambiamento che partisse da basi di trasparenza, correttezza, chiarezza, onestà”.

Gli studenti hanno partecipato alle “elezioni del 29 e 30 ottobre per vigilare sugli organi di Ateneo e garantire che questo cambio di rotta avvenisse nel più breve tempo possibile”, ma anche in questo caso tutte le segnalazioni di errori e vizi nel voto, non sono stati ascoltati.

Non è stato presentato ricorso al Tribunale amministrativo regionale co la speranza che “la governance provvisoria che si andava costituendo” potesse traghettare l’ateneo “verso una situazione più stabile e chiara”.

I fatti seguenti non depongono a favore di questa fiducia negli organi di governo dell’Università per Stranieri. “L’Ateneo ha oramai esaurito il credito di fiducia che abbiamo sempre concesso e chiediamo quindi alla professoressa Gambini, alla luce degli ultimi sviluppi relativi al concorso di ammissione al dottorato (nell'informativa dei pm Paolo Abbritti e Gianpaolo Mocetti vengono citate le intercettazioni in cui si spiega che “le valutazioni dei candidati al dottorato erano già state definite, ancorché in bozza (...) ed effettuate in base a logiche spartitorie”, ndr), di fare un passo indietro nell’interesse dell’istituzione - si legge nella nota - chiediamo altresì che venga sciolto quanto prima il nodo del direttore generale, che di fatto paralizza il nostro Ateneo e lo pone in una situazione estremamente pericolosa. Ci preoccupa anche l’assordante silenzio del ministro”.

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