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Venerdì, 7 Ottobre 2022
Cronaca

Tentano di rubare gasolio nel parcheggio dei camion: inseguiti, fermati e condannati

Per uno dei due imputati la sentenza è definitiva, il secondo ha deciso di ricorrere in appello

Entrano in un parcheggio di una ditta di trasporti per rubare il gasolio dai camion, ma vengono scoperti dai titolari, inseguiti e fermati.

I due imputati, secondo la Procura di Perugia, “in concorso tra di loro, dopo aver compiuto atti idonei e diretti in modo non equivoco a commettere un furto aggravato ai danni di una ditta di trasporti, per assicurarsi l’impunità adoperavano violenza nei confronti dei soci della ditta” che li avevano sorpresi a rubare nel parcheggio.

I due, secondo l’accusa, “previo danneggiamento della recinzione, introdottisi all’interno della ditta, tentavano di “impossessarsi del carburante contenuto nei serbatoi degli automezzi”. Dopo aver tolto il tappo, “avevano a loro disposizione due taniche vuote da 25 litri ciascuna, non riuscendo nel loro intento in quanto scoperti dai proprietari della ditta” che si trovavano in riunione in ufficio e avevano sentito dei rumori sospetti.

Vistisi scoperti i due “si davano a precipitosa fuga” e “riuscivano a creare un varco per poter arrivare alla vicina recinzione, spintonando” i titolati dell’azienda per raggiungere le loro auto, “parcheggiate in una stradina adiacente”.

Uno dei due, un italiano di 35 anni, veniva bloccato “dopo una breve resistenza”, mentre il secondo, un albanese di 40 anni, “riusciva ad entrare nella propria auto da dove, vistosi braccato, usciva armato di un cacciavite con il quale minacciava di morte i presenti, allontanandosi quindi nelle campagne adiacenti”.

L’episodio è avvenuto a Perugia il 2 febbraio del 2013 e i due, difesi dall’avvocato Francesco Cinque, sono stati condannati in primo grado a 1 anno e 6 mesi di reclusione e 600 euro di multa per quanto riguarda l’italiano, due anni e 10 mesi di reclusione e 400 euro di multa per l’albanese, attraverso la derubricazione da tentata rapina aggravata derubricata a tentato furto.

I titolari dell’azienda si sono costituiti parte civile tramite l’avvocato Alessandro Vesi.

La pena dell’imputato albanese è divenuta definitiva, mentre l’italiano ha deciso di ricorrere in appello, dove è stata dichiarata la prescrizione.

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