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Torna a Deruta l'ex voto rubato nel 1980, venduto a Palermo e murato in una casa a Pesaro

Il manufatto era stato rubato fra il 4 e il 6 settembre del 1980 nel corso di una vera e propria razzia di 201 formelle votive

La Madonna dei Bagni (o del Bagno) di Deruta è famosa per l'ampia raccolta di ex voto di fedeli che hanno ricevuto una grazia. Un ex voto in ceramica rubato 41 anni fa, nel 1980, è stato ritrovato e restituito al rettore don Orlando Sbicca dai Carabinieri del Nucleo per la Tutela del Patrimonio Culturale di Perugia insieme ai militari della Stazione di Deruta, in esecuzione di delega della Procura della Repubblica di Pesaro.

L'ex voto, una maiolica policroma opera di un anonimo maestro derutese, autore di molte altre targhe devozionali simili, è databile alla fine del Seicento. La scena raffigurata rappresenta una persona orante con il rosario in mano, inginocchiata, e l’iscrizione “PGR” (acronimo di “Per Grazia Ricevuta”) attesta un’avvenuta guarigione o uno scampato pericolo per intercessione della Madonna, ritratta in alto a sinistra. La mattonella recuperata fa parte del gruppo di circa 700 formelle votive in ceramica, murate alle pareti del Santuario, che costituiscono un patrimonio che copre un arco temporale di quasi 350 anni, attraverso il quale è possibile ricostruire e interpretare le vicende sociali e culturali della popolazione locale.

Il manufatto era stato rubato fra il 4 e il 6 settembre del 1980 nel corso di una vera e propria razzia compiuta da ignoti, occasione in cui furono asportate ben 201 formelle votive, mentre altre 40 restarono gravemente danneggiate in pezzi sul pavimento. Nel corso degli anni, più della metà delle formelle è stata individuata e recuperata dalle forze dell’ordine, una parte ritrovata sulle bancarelle di mercatini dell’antiquariato, l’altra in negozi d’arte. Purtroppo, a tutt’oggi, diverse formelle mancano all’appello.

Le indagini che hanno portato al recupero della formella sono state avviate e condotte congiuntamente dai Carabinieri dei Nuclei TPC di Perugia e Ancona, attivati a loro volta dalla segnalazione di uno storico dell’arte pesarese, il professore Federico Malaventura, esperto in maioliche, interpellato per la sua competenza da un conoscente che aveva ritrovato la mattonella nel corso dei lavori di ristrutturazione dell’abitazione da poco acquistata. Lo studioso, nel visionare il manufatto, ha immediatamente riconosciuto l’ex voto e, presumendone la naturale provenienza da un luogo di culto, ha informato i Carabinieri del Reparto specializzato dell’Arma, che hanno confrontato le immagini dell’oggetto devozionale con quelle contenute nella “Banca Dati dei beni culturali illecitamente sottratti”, appurando la compatibilità con il furto avvenuto nel Santuario nel 1980.

Il precedente proprietario dell’immobile, rintracciato e interpellato sulla provenienza, ha riferito di aver acquistato la formella nel 1980 da un antiquario di Palermo, oggi deceduto, ma già noto per trascorsi giudiziari inerenti al possesso e alla ricettazione di beni culturali d’illecita provenienza, dimostrando la buonafede e quindi la sua estraneità ai fatti.

A distanza di 41 anni dal furto, grazie alla sensibilità di chi ha riconosciuto l’oggetto comprendendone l’importanza storico-culturale e alla costante e attenta azione di salvaguardia svolta dai Carabinieri TPC, è stato possibile ancora una volta individuare un bene culturale ritenuto ‘perduto’, ricostruendone le vicende e restituendolo alla comunità di origine.

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