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Il pirata della strada di Foligno: "Ha tentato di occultare il cadavere della vittima"

Ametovski Fazli, il cittadino macedone, è accusato non solo di aver ucciso Guerrini Annarina e di avere investito D'Andrea Clara, ma di avere anche tentato di occultare il cadavere della prima. ECCO TUTTI I PASSAGGI DELLA RICHIESTA DI CONVALIDA DELL'ARRESTO

Racconti confusi. Due versioni differenti. Testimoni che si contraddicono. E infine quell'esame tossicologico che metterebbe seriamente nei guai, Ametovski Fazli, il cittadino macedone, accusato non solo di aver ucciso Guerrini Annarina e di avere investito D'Andrea Clara, ma di avere oltretutto tentato di occultare il cadavere della prima. Il giovane, stando a quanto scritto sulla richiesta di convalida dell'arresto, a firma del pubblico ministero Gennario Innarone, è risultato positivo alla cocaina. Il giovane, quindi, nel momento dell'incidente era sotto effetto di sostanze stupefacenti. Un elemento, quest'ultimo, che potrebbe aggravare ulteriormente la posizione ventenne.

Ricostruzione – Come si legge sul verbale d'arresto, l'incidente è avvenuto in via Santocchia (Fraz. Sant'Eraclio – Foligno). A investire le due donna un uomo a bordo di una Bmw grigia targata CK 357***. Se il corpo di Clara D'Andrea viene inizialmente trovato agonizzante steso al suolo, non si ha nessuna traccia invece di Guerrina Annarina, che pare in un primo momento essere scomparsa nel nulla. La donna verrà ritrovata priva di vita solo in secondo momento in via della Cupa all'interno di un'autovettura.

Ma come è arrivato il corpo fin lì? A rispondere alla domanda è direttamente l'uomo, quando viene ascoltato dagli inquirenti: “Mi sono accorto solo una volta giunto a casa che il corpo della donna si trovava sotto l'auto, a quel punto ho chiamato il 118”. Ezli, il fratello dell'indagato, ha quindi invitato l'uomo a mettere la donna sul sedile posteriore dell'auto ed a trasportarla in ospedale. Il Fazli si sarebbe preso fatto prendere dal panico e avrebbe lasciato il cadavere in via della Cupa, chiamando solo in un secondo momento il 118. Ma vi è anche una seconda versione, resa poco dopo dalla moglie di Ezli. Se, infatti Fazli, ha dichiarato sin da subito che era solo alla guida della vettura, sembra che a dire la verità sia stata la moglie di Ezli “quando è avvenuto il sinistro stavamo tornando dal supermercato Emi. A bordo della vettura eravamo in tutto quattro persone”.

Per la tesi accusatoria però la versione data sembrerebbe non reggere. Pare infatti impossibile che i quattro non si siano resi conto di aver trascinato il corpo della donna per metri. Per il pubblico ministero Gennario Innarone, forse, l'intenzione era quella di occultare il cadavere, all'unico scopo di depistare le indagini, ma queste saranno solo le ulteriori indagini a poterlo dire. 

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