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Coronavirus, sicurezza in Tribunale: tutte le misure anti contagio prorogate fino al 22 dicembre

Il presidente del Tribunale di Perugia conferma le regole per lo svolgimento dei processi penali in presenza e da remoto

L’emergenza sanitaria costringe gli uffici giudiziari a prorogare le misure urgenti per contrastare il contagio ed evitarne la diffusione: dalla sanificazione delle aule alla giustizia da remoto, fino al 22 dicembre del 2020, almeno nel settore penale.

Il presidente del Tribunale di Perugia, Marina Roberti, ha emesso un provvedimento con il quale proroga fino all’immediatezza del Natale lo svolgimento delle attività giudiziarie, dall’accesso alle cancellerie alle udienze, civili e penali. Il protocollo è sempre quello del 27 aprile scorso.

Sanificazione di tutti gli immobili occupati da sedi giudiziarie e in ogni aula d’udienza “saranno posizionati cartelli che conterranno l’indicazione del numero massimo di persone ammesse nel rispetto delle misure di distanziamento sociale”.

Viste le esigenze sanitarie va ridotto il numero di persone che accedono alle cancellerie, privilegiando il collegamento da remoto. Per quelle attività che richiedono la presenza in ufficio, invece, si procederà solo su appuntamento. E anche il personale, almeno in parte, continuerà a lavorare da casa.

Il provvedimento dispone che chiunque debba entrare in tribunale dovrà indossare mascherine a protezione del naso e della bocca e mantenere la distanza interpersonale di un metro. Tutte le udienze si svolgeranno a porte chiuse, con testimoni, periti e consulenti che saranno fatti entrare in tribunale non prima di 10 minuti l’inizio del procedimento.

Il presidente del Tribunale ha invitato gli avvocati a depositare gli atti per i procedimenti civili per via telematica, mentre nel settore penale gli avvocati sono autorizzati a depositare o richiedere atti del processo tramite mail Pec.

Per quanto riguarda il settore penale si svolgeranno le udienze che riguardano arresti, convalide, allontanamento dalla casa familiare, i casi di codice rosso, processo a carico di detenuti o soggetti a misure cautelari e quei casi ritenuti d’urgenza. Le richieste di trattazione dovranno pervenire in cancelleria entro 7 giorni prima dell’udienza. A fronte della richiesta delle parti le udienze diverse da quelle previste sopra potranno svolgersi anche da remoto. Potranno essere trattati in presenza anche quei procedimenti per i quali la difesa chiede riti alternativi. Tutti gli altri procedimenti verranno rinviati, tenendo conto anche del protocollo sui casi più vecchi e destinati alla prescrizione. Per evitare assembramenti sarà presente in aula solo il difensore di turno che sostituirà gli avvocati di fiducia e d’ufficio precedentemente nominati.

Per le udienze in Corte d’appello quelle camerali saranno chiamate ad orario tra le 9 e le 10, quelle dibattimentali non prima delle 10.30 per il primo gruppo e le 11.30 per il secondo gruppo.

Il ruolo d’udienza verrà inviato agli avvocati, in modo da conoscere l’esatto orario di svolgimento dell’udienza ed evitare assembramenti ed inutili attesa nei corridoi.

I processi in cui le parti sono superiori a 4, verranno rinviati a nuova data, fuori udienza per evitare la presenza, in contemporanea, di troppe persone. Tutte le persone presenti saranno invitate a mantenere le distanze.

Nessuno potrà avvicinarsi al cancelliere per chiedere informazioni.

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