Coronavirus, solo 20 ventilatori polmonari inviati da Roma su 60. "I macchinari donati fatti mettere in coda dalla Consip"

Il punto sui macchinari salva-vita che devono essere inviati dalla Protezione Civile in Umbria. Ecco perchè i macchinari donati da enti e privati alla Regione non sono ancora arrivati

Stanno arrivando con un po' di lentenza dal dipartimento nazionale i ventilatori polmonari promessi all'Umbria. Mentre sono ancora lontani anni luce, per scelte fatte a livello nazionale dalla centrale acquisti della Protezione Civile, i macchinari salva-vita ordinati e già pagati - da febbraio - da parte di importanti enti e società private che in vista della crisi, concordando il tutto con la Regione, hanno voluto farne dono all'Umbria per rafforzarne la sanità pubblica. Si tratta di ben 33 ventilatori polmonari che, una volta arrivati, garantiranno una importante copertura sanitaria per tutti gli ospedali di casa nostra.

Nella conferenza stampa di presentazione del nuovo piano anti-contagio regionale, è stato fatto il punto anche ribadire le lentezze riscontrate in sede operativa a Roma: "Stanno arrivando con un po' di lentezza dal diparimento nazionale - ha spiegato il direttore regionale Protezione Civile dell'Umbria Stefano Nodessi Proietti - gli ultimi sono arrivati questa notte. Attualmente da Roma ne sono arrivati 12 (ventilatori polmonari) per l'intensiva e 8 per la sub-intensiva. Ma nelle richiesta fatta a febbraio dalla Regione Umbria per l'ipotesi peggiore sono ben maggiori: 60. Per evitare di trovarci in situazione di difficoltà, grazie alle donazioni di privati, ci siamo mossi e ne abbiamo opzionati, ex consip, altri 33".

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Ma di questi non c'è traccia ed è alto il rischio che saranno spediti a metà aprile. Lo spiega bene il motivo il direttore Proietti: "Noi eravamo partiti molto velocemente per acquisIrli ma quando la centrale acquisti della Protezione Civile ha fatto l'ordine su scala nazionale, ha anche preteso che la fornitura nazionale passasse avanti mettendo quella destinata, tramite donazioni, all'Umbria in coda.  A questo punto noi dipendiamo molti dalla fornitura nazionale".

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