Palazzo Priori, conferenza fine anno: "Il 2012 sarà un anno difficile"

Martedì si è tenuta la consueta conferenza di fine anno del comune di Perugia. Per l'occasione si è tracciato un bilancio del 2011 ed alcune tristi previsioni sul 2012, considerato un anno difficile per via della Manovra

Il sindaco di Perugia, Wladimiro Boccali ha tenuto, nella Sala Rossa di Palazzo dei Priori, la classica conferenza stampa di fine anno, che è servita per tracciare un breve bilancio del 2011, ma per parlare soprattutto del 2012, alla luce della Manovra del nuovo Governo di Mario Monti e delle novità introdotte per quanto riguarda le finanze dei Comuni.

La crisi. La prima parte dell'intervento del primo cittadino è puntato particolarmente su ciò che ha fatto il Comune di Perugia in un anno così difficile, come il 2011 che sta volgendo al termine: "Nessuna città italiana, nel momento in cui si traccia il bilancio del 2011 che sta finendo e si progetta il futuro, già nel 2012 ormai prossimo venturo, può prescindere da quello che sta accadendo nel nostro Paese. Abbiamo sulle nostre spalle il peso della più grave crisi dell’economia e della finanza dal dopoguerra ad oggi,  che ha una estensione  europea e  planetaria ma che in Italia si è saldata ad un altrettanto grave ristagno dello sviluppo, mentre è arrivato al pettine il nodo di un debito pubblico che stabilisce un  poco invidiabile primato a livello europeo, Grecia a parte.

Il Governo Monti-continua il sindaco- ha il compito di evitare quello che stava diventando un punto di non ritorno, e dunque mettere in moto risanamento e crescita. La parola “sacrifici” ricorre con frequenza nelle cronache della politica".

E Perugia? Il sindaco non ha dubbi, nonostante tutto nel capoluogo umbro non ci sono stati dei tagli indiscriminati: "Perugia esce da un anno difficile ma nel complesso positivo, perché lo sviluppo della città non si è fermato. Fermo restante il valore che bisogna dare alle tradizionali indagini di fine anno sulla qualità della vita, Perugia è risultata in salita sia per quanto riguarda la vivibilità, sia, in particolare, per l’ ecosistema urbano. E’ un dato incoraggiante, ma forse è più importante ripercorrere i temi dell’ anno che sta finendo, che provo a riassumere nelle grandi linee.

Abbiamo mantenuto in condizioni di sicurezza il bilancio. I conti del Comune sono in ordine. Non abbiamo ridotto i servizi fondamentali nel sociale. Non abbiamo tagliato risorse al mondo della scuola, ed anzi abbiamo continuato a investire nella manutenzione degli edifici.

Non abbiamo chiuso un solo impianto sportivo (un patrimonio che per noi ha soprattutto un valore sociale) ed è stata completamente ristrutturata la piscina di Lacugnana.

Non abbiamo operato tagli al trasporto pubblico, ma soltanto limitate rimodulazioni di alcune corse per adeguarle alla richiesta dell’ utenza. Abbiamo introdotto  significative innovazioni tecnologiche e diffuse riqualificazioni delle fermate per migliorare il servizio. Sono state installate nuove telecamere per il controllo della ztl. Abbiamo dato un deciso impulso alla raccolta differenziata, che deve superare resistenze e nello stesso tempo diventare più funzionale, e abbiamo spinto molto sull’ uso delle energie alternative, a partire dal solare (ricordo in particolare il nuovo tetto del PalaEvangelisti e di altri edifici pubblici) e dal mini idroelettrico. Siamo pronti per il bike sharing e per le prime colonnine di ricarica delle auto elettriche. Perugia si è data un piano di gestione ambientale: significa non interventi occasionali e slegati, ma un progetto organico.

E’ entrata nella fase della ricostruzione il progetto Monteluce, mentre continua la riqualificazione del complesso di Via Fratti e di quello degli Sciri".

A questo punto, il sindaco Boccali ritiene doveroso sottolineare due punti importanti:

La sicurezza. "Considero il 2011 una sorta di Anno zero. E’ stato l’anno decisivo del cambiamento di passo, e non per la firma, con le altre istituzioni, tra cui lo Stato, del nuovo Patto per Perugia sicura. Il cambiamento è stato nella azione quotidiana delle forze dell’ ordine, nei risultati che hanno ottenuto e stanno ottenendo, nell’ aver finalmente praticato con costanza la soluzione dell’ allontanamento dalla città di spacciatori e clandestini (spesso figure sovrapposte), nell’ aver iniziato una diffusa operazione di controllo degli appartamenti. Ordinanze contro l’ abuso di alcol, controlli dei locali, più telecamere e illuminazione: su questo punto il Comune ha fatto e continuerà a fare la sua parte. Abbiamo anche intrapreso una strada diplomatica per avere dalla Repubblica di Tunisia la necessaria collaborazione. Perugia è accogliente (lo dimostra come ha fatto la sua parte, assieme al resto dell’ Umbria, nell’ emergenza profughi della scorsa primavera) e tutela i tanti tunisini onesti, anche lavorando molto su politiche di inclusione,  ma chiede di fermare il viaggio organizzato dei delinquenti.

La triste contabilità dei morti per droga, che ha conosciuto una impennata nelle scorse settimane,  conferma che la repressione del reato di narcotraffico è necessaria ma non basta. Il nostro compito è lavorare sul disagio, non soltanto giovanile. Lo faremo con impegno lavorando con i servizi e con tutti coloro, nella città, che possono e vogliono dare un contributo. Sottolineo che la rete dei Centri giovani sta facendo un egregio lavoro, ma serve uno scatto in avanti di tutta la città,  sapendo che lo scenario delle attività criminali è ormai l’ intero Paese.

Ci preoccupano i segnali delle “attenzioni” rivolte dalla criminalità organizzata al nostro territorio. Il traffico della droga ne è solo un pezzo, ma sullo sfondo, come abbiamo visto anche di recente, si muovono tentacoli che si insinuano nelle pieghe dell’ economia e della società. Dobbiamo essere molto vigili, sapendo che lo scenario delle attività criminali è ormai l’ intero Paese.

Il secondo punto: Il 2011 ha visto una decisa accelerazione del progetto Perugiassisi Capitale europea della cultura 2019. Secondo il primo cittadino questa crescita del progetto è dovuta: "Ai macrosegnali, tra cui il varo della relativa Fondazione, che tra poco diventerà operativa e avrà il ruolo di catalizzatore delle risorse da investire nel progetto. Ma ritengo importanti anche episodi fortemente  simbolici, come per esempio il fatto che per la prima volta, in occasione del 50° anniversario della Marcia della pace,  alla partenza della Marcia a portare insieme lo striscione della candidatura ci siano stati i due sindaci di Perugia e di Assisi.

Più in generale, abbiamo fatto una assidua opera di promozione della candidatura, in Italia (Umbria Jazz, Festarch) ed all’ estero: da Barcellona, in occasione della partecipazione di Umbria Jazz al festival catalano, a Sendai, dove Perugia viene accolta con affetto e amicizia dopo l’iniziativa di solidarietà a favore della città colpita dallo tsunami.

In sostanza, siamo davvero entrati, anche per quanto di competenza delle strutture del Comune, nel vivo dell’ iter che la candidatura comporta. A prescindere dall’ esito, si tratta comunque di una grande occasione per tutta la complessa architettura istituzionale, e più in generale della città,  di approfondire meccanismi (per esempio, il seminario con il Prof. Greg Richards) e soprattutto una reale “mentalità” europea.

E nel 2012? Nel 2012, ma già in queste settimane nella predisposizione del bilancio di previsione, il Comune si troverà a dover gestire una situazione pesante. Si apre adesso, dopo un lungo periodo di chiacchiere sul federalismo, caratterizzato da un accentuato centralismo, da crescenti tagli di trasferimenti  e dalla impossibilità dei Comuni di disporre di una reale autonomia impositiva,  una fase (con l’introduzione dell’Imu) che deve essere valutata con attenzione.

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