Mercoledì, 27 Ottobre 2021
Cronaca

Lavorare blindati per arginare il crimine, la ricerca choc sui commercianti: boom di taccheggi, rapine e furti

Giornata nazionale Confcommercio “Legalità mi piace”, indagine sugli imprenditori umbri rispetto ai fenomeni criminali. Costretti ad investire più di tutti in Italia in prevenzione e mezzi di dissuasione: ecco quali

I negozi alimentari, le attività commerciali e i rivenditori di materiali sono ogni giorno in Umbria il terreno di caccia di ladruncoli che provocano però perdite importanti ai fini dei bilanci già provati dalla scarsa capacità di acquisto dei pensionati e dei moniredditi residenti in Umbria. Il fenomeno del taccheggio nella nostra regione è uno dei più alti d'italia. 

Nell'indagine di Confcommercio sulla legalità è emerso che il 50 per cento degli imprenditori ha dichiarato di averlo contro la media nazionale del 39%; cresce soprattutto la quota di chi li ha subiti più volte (il 31% in Umbria contro il 23% della media italiana). Il confronto con l’indagine 2017 rivela una escalation del fenomeno, di cui l’anno scorso era stato vittima il 39% del campione, e di questi il 23% ripetutamente. Aumentano anche i reati più gravi e più pericolosi ai fini della sopravvivenza stessa delle attività commerciali: abusivismo (in aumento per il +39% degli imprenditori umbri), furti (+38%) e contraffazione (+31), rapine (+26%) sono i fenomeni maggiormente percepiti in aumento in Umbria rispetto allo scorso anno,

In Umbria, negli ultimi 12 mesi, l’esperienza di criminalità diretta – ovvero aver ricevuto minacce o intimidazioni per finalità di estorsione - risulta più bassa della media nazionale (12% del campione contro il 23% italiano), così come l’esperienza indiretta (11% contro il 21%), ovvero avere notizia di qualche collega che abbia subito questi fenomeni. Fenomeni comunque presenti in modo non trascurabile, e dunque per Confcommercio Umbria da tenere strettamente sotto controllo.

Negli ultimi anni, per fronteggiare o arginare taccheggi e rapine, i commercianti umbri hanno dovuto investire sempre di più in sicurezza, molto più alto della media nazionale: oltre l'82% ha investono in prevenzione e mezzi di dissuasione.  Tra le misure di tutela in Umbria al primo posto ci sono telecamere/allarmi: il 54% del campione le ha adottate, (media italiana 53%). Seguono assicurazioni (45% in Umbria, 40% in Italia), denunce (36% contro 32%), vigilanza privata (31% contro 27%), richiesta informale di protezione polizia (12% contro 10%).

Più che a livello nazionale, in Umbria la grande maggioranza dei rispondenti è fortemente favorevole all’inasprimento delle pene per i reati contro le imprese: 67% molto favorevole (64% il dato nazionale), 28% abbastanza favorevole. Anche in Umbria la grande maggioranza degli imprenditori ritiene che non si scontino realmente le pene per i crimini commessi, sopra media la quota dei giudizi più netti (“certamente no” in Umbria al 37%, in Italia 32%).

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