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Ceri in corsia all'ospedale di Branca, solo censura per le tre infermiere protagoniste della corsa in corridoio

Le tre dipendenti avevano inscenato una corsa dei Ceri alla fine del turno, ma "senza arrecare danno all'ospedale e agli utenti". Gli avvocati preparano il ricorso per il pieno proscioglimento

Censura per aver messo in scena la corsa dei Ceri in un corridoio d’ospedale di Branca.

L’ufficio procedimenti disciplinari dell’Ausl Umbria 1, in merito ai fatti avvenuti il 15 maggio del 2020, ha deciso di “applicare la sanzione disciplinare della censura, sanzione più lieve rispetto a quella inizialmente ipotizzata come comminabile nel deferimento del dirigente infermieristico” in quanto “pur esulando dai compiti propri istituzionali del ruolo rivestito .. non ha arrecato danno alcuno all’utenza, non essendosi di fatto concretizzato alcun disservizio, anche in ragione dell’esiguità della durata dell’evento”.

I dipendenti sotto procedimento disciplinare, si ricorderà, avevano svolto una corsa dei Ceri, in versione ridotta, lungo un corridoio dell’ospedale (la corsa originale, quella nelle vie della città di Gubbio, era stata annullata a causa del Coronavirus).

Per l’ufficio disciplinare nel corridoio non c’erano pazienti ed erano state rispettate le norme sul distanziamento e sull’uso di mascherine. Il gesto in sé non aveva provocato danni o disservizi e va inquadrato in un “momento di ripresa a seguito di grave stress psicofisico del personale sanitario” alle prese con l’emergenza sanitaria. Lo stato di servizio del personale, inoltre, depone a loro favore.

Il procedimento era stato avviato ipotizzando la sanzione della sospensione dal servizio e dalla retribuzione per dieci giorni.

Gli avvocati Ubaldo Minelli, Fabrizio Cerbella e Paola Nuti, ritengono l’esito “parzialmente positivo”, ma ribadiscono che sono “insussistenti i presupposti e le condizioni di legge e di contratto per l’irrogazione della sanzione inferiore della censura”.

Secondo i tre avvocati “le risultanze documentali ed orali” emerse durante l’istruttoria “avrebbero dovuto condurre all’immediata archiviazione del procedimento, se è vero che, come la stessa commissione disciplinare argomenta, la condotta delle tre infermiere non ha arrecato alcun danno all’azienda né alcun pregiudizio all’utenza”.

Ed è per questo che le tre infermiere hanno tutta l’intenzione di ricorrere alla giustizia ordinaria per contestare il provvedimento disciplinare.

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