Perugia, ancora un'evasione dal carcere: altro che permesso, non rientra e fa perdere le sue tracce

“L’uomo è un detenuto italiano di origine calabrese, con un residuo pena di 4/5 anni, declassificato dal 416 bis, ossia appartenente ad associazione di tipo mafioso”

Invece che rientrare a Capanne, dopo aver usufruito di un permesso, ha fatto perdere le sue tracce. La denuncia arriva direttamente dal Sappe, il Sindacato Autonomo della Polizia Penitenziaria.  “Tecnicamente si tratta di evasione, e questo non può che avere per lui gravi ripercussioni se non si costituisce al più presto”, spiega Fabrizio Bonino, segretario nazionale Sappe per l’Umbria.

“L’uomo è un detenuto italiano di origine calabrese, con un residuo pena di 4/5 anni, declassificato dal 416 bis, ossia appartenente ad associazione di tipo mafioso”, aggiunge Bonino, che giudica la condotta del detenuto “un evento irresponsabile e gravissimo, per il quale sono già in corso le operazioni di polizia dei nostri Agenti della Penitenziaria finalizzare a catturare l’evaso.

Nei primi sei mesi del 2018 si sono verificate, nelle carceri italiane, 2 evasioni da istituti penitenziari, 27 evasioni da permessi premio, 7 da lavoro all’esterno, 7 da semilibertà e 17 mancati rientri di internati. Dati minimi, rispetto ai beneficiari: si pensi che nell’interno anno 2017 sono stati concessi 34.105 permessi premio e le evasioni in tutto sono state 36, ossia lo 0,1%.  Questo non deve perciò inficiare l’istituto della concessione delle ammissioni al lavoro all’esterno o dei permessi ai detenuti”.

Sulla questione interviene anche il segretario generale del Sappe,  Donato Capece: “Il sovraffollamento delle carceri è tornato alle stelle, e tutto a discapito della quotidianità operativa delle donne e degli uomini appartenenti al Corpo di Polizia Penitenziaria. Ogni giorno giungono notizie di aggressioni a donne e uomini del Corpo in servizio negli Istituti penitenziari del Paese. Il sistema delle carceri non regge più, è farraginoso, e le costanti e continue evasioni ne sono la più evidente dimostrazione. Servirebbe, e il Sappe da tempo lo propone, un potenziamento dell’impiego di personale di Polizia Penitenziaria nell’ambito dell’area penale esterna".

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