Cronaca Monteluce

Chiesa distrutta, ombra satanismo? "Messale bruciato, croce calpestata e scritte 666"

La Cappella degli infermi a Monteluce, è stata letteralmente presa d'assalto questa notte, ma per gli inquirenti la pista più certa è quella del vandalismo

Acquasantiere divelte, banchi e arredi devastati, effrazioni alla pittura murale che domina la parete della Cappella degli Infermi a Montelluce, messale bruciato, e quella strana cera rossa, sciolta sull'altare. Sono questi i danni (ancora in fase di valutazione) che sono stati compiuti questa notte da un gruppo di vandali nella Capella dell'ex ospedale di Monteluce. Secondo una prima ricostruzione degli inquirenti, l'ipotesi sarebbe proprio quella dell'atto vandalico. 

Vandali all'assalto della chiesa del vecchio ospedale di Monteluce: arredi distrutti, indaga la polizia

"Atto molto grave per Perugia, non ne ricordo di simili, ultimamente. Sembrerebbero state fatte due effrazioni alla pittura murale di Dottori, forse con un bastone. Mancano infatti piccole macchie di colore". Spiega il Presidente dell'Archivio Dottori, Massimo Duranti. Quella croce piegata e pestata, e quella cera rossa sopra l'altare, farebbero pensare a riti strani, ma su questo faranno luce gli inquirenti".

VIDEO Cappella di Monteluce devastata dai vandali: "Quella cera rossa sull'altare fa pensare ai riti satanici"

La chiesa, costruita intorno al '43 e fu dipinta dal celebre maestro Dottori; insomma, un piccolo gioiello di arte e cultura ora ridotta ad uno scempio. "La Cappella era stata da poco ripulita  perchè invasa dal guano dei piccioni, e ora l'hanno devastata"- conclude Duranti.

A dare l'allarme è stato un operaio del cantiere, nella mattinata di oggi, dopo aver visto del fumo uscire dalla Cappella. Gli inquirenti, al momento, escludono l'ipotesi dell'ombra del satanismo alla base del gesto. Anche se gli agenti avrebbero trovato incise delle scritte con i numeri 666.



L'indignazione della Marini:  “Un atto molto grave che ci lascia esterrefatti ed amareggiati”. E’ quanto afferma la presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, in merito al danneggiamento della Cappella che si trova all’interno dell’area dell’ex Policlinico di Monteluce a Perugia, affrescata dall’artista perugino Dottori, e di proprietà dell’amministrazione regionale. Informata del danneggiamento avvento la notte scorsa la presidente Marini ha voluto esprimere “la più ferma condanna di simili atti vandalici.  Mi provoca molta indignazione ed amarezza il fatto che un edificio di culto,  come la Cappella di Monteluce,  che ha anche un grande valore culturale per gli affreschi che lì sono stati realizzati da Gerardo Dottori, venga fatto oggetto di tali atti che offendono il nostro patrimonio culturale, già profondamente ferito a causa degli eventi sismici”. La presidente Marini ha quindi aggiunto di confidare nell’azione degli inquirenti per accertare gli autori del danneggiamento. Sul posto, per un sopralluogo, si è recato l’assessore regionale Antonio Bartolini, titolare della delega al patrimonio regionale.

Raid nella Cappella della Maternità di Monteluce, sfregiata opera di Gerardo Dottori

“La notizia dello scempio e della profanazione della Cappella dell'ex Policnico delle quali è stata oggetto questa notte, da parte di ignoti, la Cappella dell'ex Policnico di Monteluce, dove Gerardo Dottori realizzò nel 1943 un importante ciclo pittorico, crea stupore e indignazione. Le immagini restituiscono un accanimento nella distruzione degli arredi e una profanazione dei medesimi”. Parole dell’assessore comunale Teresa Severini. E ancora: “Il messale bruciato e segni inquietanti lasciati sull'altare con cera rossa colata, fanno venire in mente rappresentazioni macabre e non solo vandalismo. Purtroppo, anche il murale di Dottori sopra l'altare con la "Salus infirmorum" ha subito danni in più parti per i colpi inferti. Per il resto, le pitture di Dottori della calotta absidale non sembrano essere stati toccate, ma si attendono i risultati delle indagini della scientifica prontamente intervenuta, così come il questore e la Soprintendenza. Il Comune di Perugia, nel 1995 provvide al risanamento della calotta e al restauro di tutto il ciclo, con la partecipazione dei frati della Cappellania per salvaguardare questo unicum. Parimenti, nella progettazione della Nuova Monteluce, la chiesa è stata salvaguardata e sono state anche poste condizioni per la sua risistemazione esterna. Ci si augura che si faccia presto piena luce su questo brutto episodio, la cui tipologia sembrava essere da tempo estranea alla nostra città”.

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