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Viene curata per una depressione, muore a causa di un tumore

Ha forti dolori all'addome, ma nessuno si rende conto che si tratta di un tumore. La curano infatti per depressione. Dopo un calvario che dura anni, trasferita con urgenza in Francia, la donne muore di un tumore. Il caso sollevato da La Nazione Umbria

Chiedono giustizia i parenti della donna morta di tumore a 59 anni, ma curata invece per depressione, disturbi d’ansia e insonnia. La notizia, riportata su La Nazione Umbria, racconta il dramma di una famiglia che ha lottato fino all’ultimo per poter salvare la donna. Prima portata all’ospedale di Perugia, Todi e Roma è stata infine trasferita in Francia, dove, dopo delle attente analisi è stata scoperta la malattia.

A voler adesso far chiarezza sulla vicenda è il giudice per le indagini preliminari, Lidia Brutti, che ha convocato due periti (Maurizio Cingolani e Aroldo Fianchini dell’Università di Macerata). Si dovrà stabilire se realmente le condizioni della donna sono state sottovalutate. Tutto inizia nel 2008 quando la paziente viene operata al seno. I medici di chirurgia oncologica del Santa Maria della Misericordia le effettuano una quadrantectomia e poi la sottopongono a chemioterapia e radioterapia. Tutto sembra concludersi per il meglio. Dopo dodici anni, però qualcosa sembra non andare di nuovo. A causa di forti dolori all’addome la donna viene ricoverata al reparto di ‘Medicina del dolore’ del Santa Maria della Misericordia di Perugia.

La situazione peggiora e viene trasferita a Foligno, dove le viene diagnosticato un disturbo depressivo. A Roma la musica non cambia, viene curata per un sospetto herpes. Alla fine approda a Todi ed è qui che le viene diagnosticato un cancro con gravi metastasi diffuse. La famiglia la porta in Francia, sperando di poterla salvare. Ma la donna muore. Adesso iscritti nel registro delle notizie di reato il medico di famiglia, un anestesista e un radiologo. Complessivamente cinque medici umbri, che sono difesi dagli avvocati Marco Brusco, Carlo Alongi, Enrico Marconi, Luca Patalini e Fernando Mucci.

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