"Amor vincit bullo", ma anche uno sportello per l'ascolto e una nuova pedagogia possono fare molto

Inaugurato lo sportello antibullismo "Pronto, ti ascolto" creato dall'associazione "Ragazzi di ferro" e Cesvol con sede negli uffici dello Sportello del cittadino in piazza Italia

Uno spazio dove poter ascoltare i giovani vittima di bullismo, ma anche i genitori che cercano speranza e ascolto. È nato con questa intenzione lo sportello di ascolto gestito dall’associazione “Ragazzi di ferro” e Cesvol all’interno dei locali nel palazzo della Provincia (in piazza Italia all'ingresso delle scale mobili).

“Pronto, ti ascolto” intende partire dal territorio e promuovere i cambiamenti necessari per affrontare in maniera propositiva il fenomeno del bullismo, utilizzando il linguaggio psico-pedagogico e didattico che solo una equipe multidisciplinare può fornire. Quindi gli utenti troveranno giovani che parleranno con loro confrontandosi sul bullismo, portando anche la propria esperienza, uno psicologo per analizzare il problema e i riflessi sulla persona, un avvocato per assistenza e consigli legali, e formatori.

Un progetto che ha avuto il patrocinio di Comune e Provincia di Perugia, Pari opportunità della Provincia di Perugia e Cesvol, con la responsabilità scientifica del professor Gaetano Mollo e del formatore Roberto De Vivo, con lo psicologo Stefano Boschi, Giancarla Maio di “Ragazzi di ferro” e Sofia Bicchieraro, vittima di bullismo, ma che da quell’esperienza ha trovato la forza e la volontà di spendersi in prima persona: “È importante anche solo avere una voce amica che ti dice che va tutto bene, che c’è chi ti ascolta e tutto si può superare e risolvere”.

Per il presidente del Cesvol Giancarlo Billi "si tratta di un momento importante che vede protagonista l’associazionismo locale, un fiore all’occhiello della nostra regione e il Cesvol mette a disposizione aiuti concreti a chi intende abbracciare il mondo del volontariato. Faccio un appello alle Fondazioni bancarie che dovrebbero aiutare chi lavora su problematiche attuali come il bullismo".

“Due anni fa con il professor Mollo abbiamo dato vita ad un progetto universitario di rilevazione statistica e di intervento psico-pedagogico sul bullismo – ricorda Roberto De Vivo – Nei vari incontri e dibattiti svolti nel territorio, però, è emersa la necessità di creare un punto d’ascolto per genitori e ragazzi, dove confrontarsi e ottenere aiuto. Spesso c’è la paura delle ritorsioni nel denunciare, oppure nell’essere esclusi dal gruppo, emarginati come spie. Il punto d’ascolto è un luogo dove torvare forza e comprensione, aiuto, sostegno”.

I dati sul fenomeno sono preoccupanti: il 50% dei ragazzi tra 11 e 17 anni ha subito atti di bullismo nell’arco di 12 mesi; il 20% una volta al mese e il 10% di questi una volta a settimana; il 55% delle vittime è costituito da ragazze, vittime di altre ragazze. Altro fenomeno preoccupante è il cyberbullismo, da cui ormai nascono spesso i casi di bullismo fisico: pubblicazione di video e foto, body shaming, linguaggio d’odio, insulti sessisti o razzisti e altri fenomeni di violenza. In Umbria la Polizia postale ha trattato 2 casi di stalking (1 a Perugia e 1 a Terni), 62 di diffamazione online (34 e 28 nelle due province), 42 di ingiurie, molestie e minacce (rispettivamente 36 e 6), 43 di furto di identità digitale (41 e 2), 108 casi di detenzione e diffusione di materiale pedopornografico (solo a Perugia) e 30 casi di sextortion.

Per il professor Gaetano Mollo per comprendere il fenomeno “serve un sociologo che rileva il fenomeno: quartieri degradati, scuola senza controllo, assenza di sport e di momenti associativi; il pedagogista che interviene per prevenire, tramite la collaborazione preventiva, educativa e formativa; lo psicologo che coglie il disagio e indica come agire – ha detto il professo Mollo – Da pedagogista posso dire che bisogna mettersi al servizio della scuola, una scuola che mette al centro, però, la formazione non l’istruzione. Una scuola che deve modificare il voto in condotta in educazione del comportamento, del rispetto delle persone e dell’ambiente, dello sviluppo del senso critico. Una scuola che deve pensare all’educazione civica come momento di condivisione, del rispetto reciproco, del dialogo, delle attività sociali formative, penso all’arte, allo sport, al divertimento.

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Per contattare il punto d’ascolto o l’associazione si possono chiamare i numeri 800013474 oppure 3665220837, mentre lo sportello sarà aperto il terzo giovedì del mese, con orario pomeridiano. A sostenere l'iniziativa anche il birrificio Orsini di Massa Martana con una bottiglia dall'etichetta speciale con il logo dei "Ragazzi di ferro" e la frase "Amor vincit bullo" e il caseificio Montecristo di Todi.

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