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Blocco auto, lo sfogo di un residente: "Ditemi voi come si può continuare ad abitare in centro"

La testimonianza: "Vivo una situazione insostenibile: pare che risiedere in centro sia una colpa. Vogliono veramente cacciarci"

“Ditemi voi come si può continuare ad abitare in centro”. Questo l’amaro sfogo di un residente del centro storico, condizionato dal divieto di circolazione, vigente fino al 31 marzo, per automezzi datati, con categoria fino a euro 3. Racconta: “Possiedo una vettura vecchiotta che non rientra fra quelle che possono circolare nei giorni di divieto per polveri sottili. Vivo una situazione insostenibile: pare che risiedere in centro sia una colpa! Vogliono veramente cacciarci”.

Fa un esempio: “Il sabato sono solito recarmi al mercatino del Pian di Massiano per acquistare frutta e verdura e fare un giretto alla fiera. Quando vige l’interdizione, sono costretto a una vera odissea. Scendo in auto al Pian di Massiano prima che  scatti il divieto: sono giù entro le 8. Fa un freddo cane e aspetto che i banchi mettano in mostra i prodotti. Poi faccio la spesa, metto tutto in macchina e risalgo in centro col Minimetro. All’ora di pranzo, nell’intervallo in cui si circola, ridiscendo col Minimetro, augurandomi che nessuno mi abbia spaccato i vetri per rubarmi gli acquisti. Riprendo la macchina per risalire in centro e portare  a casa la spesa. Alla fine della mattinata sono veramente stremato”.

“Certe volte – racconta – siccome si può circolare se si è almeno in tre, porto a scuola la bambina insieme a mia cognata. Ma, dopo che l’ho lasciata a scuola, torniamo in due e, se ci beccano, sono 164 euro”. “Qualche tempo fa – polemizza – c’era un autoraduno in piazza IV Novembre: auto antiche che appestavano l’aria spruzzando benzina rossa incombusta. Ma come? -  ho chiesto a una vigilessa – quelle possono circolare? Mi ha risposto che, trattandosi di una manifestazione di auto storiche, c’era la deroga. Ma come, dico io, per me che ho un’auto vecchia e non posso comprarmene una nuova, non si può derogare?”.

“Certo – conclude – prima o poi dovrò decidermi a vendere casa e andare in periferia. Col pianto nel cuore, ma senza rimpianti per un tipo di vita insostenibile, specie per un anziano. E poi si lamentano se il centro è sempre più povero di residenti! Siamo gli ultimi dei Mohicani relegati nella ‘riserva’. Andremmo tutelati come il panda, altro che renderci la vita impossibile”.

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