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L'arte non piace alla polizia municipale: "Tirate giù quella bici o vi multiamo"

Il "curioso" caso al bar Morlacchi: dopo l'intervento dei vigili l'installazione è stata spostata all'interno del locale

“Tirate giù quella bicicletta, altrimenti siete in contravvenzione!”. “Ma come? – suona la risposta dell’artista – Sta lì da tre mesi e ve ne accorgete adesso?”. Accade al Caffè Morlacchi, nella piazza omonima, dove, per fare da pendant, e da richiamo, all’esposizione all’interno, l’artista ha appeso al muro, sopra l’ingresso del locale, una vecchia bicicletta.

“È una tendenza europea”, si giustifica. “In fondo, cosa c’è di male?”. E spiega: “Se si va, ad esempio, in Olanda, è comune vedere questo simbolo di invito all’esterno dei locali. Significa gioventù, dinamismo, voglia di innovare. È, insomma, una metafora accettata e condivisa. Ma qui è reato contravvenzionale. Pazienza”. Non è dato sapere a quale violazione si riferissero i due addetti della Municipale: se a una potenziale offesa al decoro urbano o a un omesso pagamento della tassa sulle insegne. Sta di fatto che hanno perentoriamente invitato alla rimozione. Cosa che l’artista e i titolari dell’esercizio hanno prontamente eseguito… per evitare rogne. “Ma – commenta un giovane cliente, avvocato di fresco accredito – ci sarebbe di che invocare il codice!”.

Comunque l’artista non si è scoraggiato e ha piazzato la bici all’interno, vicino ad altre sue opere, per manifestare continuità di stile e univocità di ispirazione. Peccato che a Perugia si tarpino le ali a un giovane artista che – come Lello Rossi – aveva deciso di inforcare una bici per… “scalare il cielo”.

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