Cronaca

Al limite dell'equilibrio, il Tar boccia il vincolo dei 5 chilometri all'ora in bici sulle strade provinciali

Accolto il ricorso di Fiab Perugia e Marsciano e concessa la sospensiva, nel frattempo i cartelli devono essere tolti o oscurati

Andare a 5 chilometri orari in bicicletta è un esercizio di equilibrismo, quindi i limiti imposti dalla Provincia di Perugia non sono realistici. Da qui la decisione del Tribunale amministrativo regionale dell’Umbria di sospendere l’ordinanza in attesa di discutere il caso nel merito il 26 ottobre. Una prima vittoria, comunque, per Fiab Perugia e FIAB Marsciano che avevano presentato il ricorso, spalleggiati dai Radicali di Perugia.

Il Tar dell’Umbria ha accolto l’istanza cautelare sospendendo l’Ordinanza n. 15/2021 con la quale la Provincia di Perugia ha invaso di cartelli con limite di velocità per le biciclette a 5 km/h lungo 125 chilometri di strade provinciali nell’area marscianese e tuderte.

Secondo i giudici il provvedimento appare “a prima vista irragionevole e sproporzionato poiché impone ai ciclisti di mantenere, anche nei tratti di strada non particolarmente deformati, una velocità tale da non poter condurre agevolmente il mezzo in condizioni di sicurezza”.

L’avvocato Alessandra Bircolotti, legale delle due associazioni, aveva evidenziato nel ricorso proprio come tale ordinanza non rispondesse ad “alcuna oggettiva necessità e la non fondatezza delle motivazioni addotte dalla Provincia di Perugia”. Concessa la sospensiva, quindi, e nel frattempo i cartelli devono essere tolti o oscurati.

“Era una ordinanza che danneggiava inoltre l’utenza a due ruote. E’ notorio che la misura più efficace per la sicurezza di chi va in bicicletta è che vi sia un maggior numero di biciclette presenti nelle strade e una misura del genere non fa che scoraggiarne l’uso e far sentire il ciclista come un utente ‘indesiderato’. Senza contare i danni a tutto il comparto cicloturistico” affermano Paolo Festi, presidente Fiab Perugia Pedala APS e Micaela Doretto, presidente Fiab Amici della Bicicletta Marsciano.

“E’ un peccato che si siano sprecate decine di migliaia di euro, in un’epoca di casse vuote, per questa bislacca operazione quando si sarebbero potuti ben impiegare per scopi più nobili, magari proprio per favorire realmente la cultura della sicurezza stradale – si legge in una nota di Michele Guaitini, segretario Radicali Perugia - Dispiace apprendere che ancora una volta le istituzioni si sono rivelate sorde alle istanze degli utenti rifiutando qualsiasi forma di dialogo e che si sia dovuti arrivare fino al Tar con tutti i disagi e i costi che questo comporta”.

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