Pietrafitta, Bassetti al patrigno: "Non fare come Caino"

L'arcivescovo di Perugia-Città della Pieve, mons Bassetti si stringe intorno alla comunità di Pietrafitta, profondamente colpita dalla violenta morte del 17enne di origine rumena

L’arcivescovo mons. Gualtiero Bassetti interviene sull’efferato delitto del giovane Ovidio e si stringe all’intera comunità di Pietrafitta sconvolta per l’omicidio del giovane 17enne di origini rumene, in particolare alla sua famiglia.

L’arcivescovo di Perugia-Città della Pieve lo fa attraverso una riflessione e nel presiedere le esequie del ragazzo, perché sente il bisogno di essere vicino alla madre, al fratello e agli abitanti di Pietrafitta: "I figli son figli e son tutti uguali” dice la protagonista di una celebre commedia di Eduardo De Filippo. Sì, i figli son figli: quelli nati nel matrimonio o da una coppia di fatto, quelli adottati, quelli in affido. I figli son figli. E’ una legge di natura. Una soglia invalicabile.

Il ragazzo-continua Bassetti- aveva il diritto di esserlo come tutti e ancor più perché era un minorenne. Un ragazzo solare, un ragazzo normale e al tempo stesso dignitoso, pieno di entusiasmo a scuola ed in parrocchia che dalla vita si aspettava tanto, perché da piccolo aveva avuto poco: la triste storia di un immigrato. Aiutava la mamma nei piccoli lavori di casa, era impegnato nel teatro parrocchiale e in altre attività di animazione.

Poi la tragedia… Qualcuno si è domandato “dove è Dio?”. “Dove era Dio in quel momento?”. Ho risposto: Dio in quel momento era con lui, come era accanto a Gesù sulla croce. Anche Gesù fu percosso e bastonato prima di salire il Calvario.

Il Passo rivolto al patrigno- Ma non posso non rivolgermi anche a colui che l’ha colpito: tu avevi il compito di essere per lui un padre dal momento che l’avevi accolto, nella tua casa, assieme a sua madre. Ravvediti, cambia vita, prima che sia troppo tardi. Rientra in te stesso, nel più profondo della tua coscienza, altrimenti questo sangue innocente potrebbe soffocare la tua vita. Non fare come Caino che andò ramengo per tutta la vita. Rientra in te stesso. Non potrai sfuggire alle tue responsabilità.

In questo momento di buio, accogli Signore il pianto di una madre straziata e dell’intera comunità di Pietrafitta sconvolta; consola i suoi insegnanti e i compagni di scuola e sostienici nelle nostre fragilità e nella nostra poca fede".

IL FATTO- Un ragazzo di 17 anni, residente a Pietrafitta è morto dopo essere stato colpito dal patrigno con un mattarello di legno. La vicenda ha scosso l'intera cittadina, considerato che il ragazzo era ben inserito in comunità.

IL PROFILO DEL PATRIGNO- La figura dell'uomo arrestato per l'omicidio volontario del 17enne, raccontata da vicini di casa e conoscenti di quella famiglia di Pietrafitta in profonda difficoltà.

LE VOCI DI AMICI E CONOSCENTI- Il ritratto della giovane vittima di 17 anni, fatto da amici e conoscenti, grazie alle dichiarazioni raccolte dalla nostra redazione sulle tante persone accorse davanti la villetta della tragedia.

L'ARRESTO E LA CONFESSIONE- P.C. patrigno della giovane vittima, nonchè convivente della madre è stato subito fermato ed interrogato dai carabinieri e dagli inquirenti. Dopo la sua confessione e i rilievi del caso l'uomo è stato arrestato con l'accusa di omicidio volontario.

I PROBLEMI IN FAMIGLIA- Dalle indiscrezioni raccolte dalla redazione di Perugia Today a Pietrafitta sembrerebbe che la vittima, un 17enne di origini rumene, avrebbe lasciato la casa dove viveva con la madre per trasferirsi in una casa famiglia proprio nel pomeriggio di venerdì, poco prima della tragedia.

IL RICORDO DEL SACERDOTE- Con il passare delle ore, la notizia si è diffusa in paese e tra le voci raccolte dai giornalisti, anche quella del sacerdote, Don Fabrizio che ricorda la vittima come un ragazzo "dolce e sensibile Ragazzo 17enne ucciso di botte a Pietrafitta:dichiarazioni sacerdote
pur con le difficoltà legate ai problemi in famiglia, ma non introverso. Sono spiazzato"; ha commentato il sacerdote, che subito dopo il dramma, ha raggiunto l'abitazione
dove è avvenuta la tragedia.

LE PAROLE DEL SINDACO DI PIEGARO- Anche il sindaco di Piegaro, Andrea Caporali, raggiunto dalla nostra redazione ha voluto dire la sua sul grave fatto di cronaca che sta riguardando la sua città. Il primo cittadino afferma che la famiglia era seguita dagli assistenti sociali del comune, che proprio in questo periodo stavano valutando l'ipotesi di dare in affidamento temporaneo i due minori presenti nell'abitazione.

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