Pietrafitta, 17enne ucciso a colpi di mattarello: il patrigno confessa

Dopo lo sgomento per la tragedia di Pietrafitta, la frazione del comune di Piegaro dove un 17enne è morto dopo essere stato malmenato, il patrigno ha confessato. Ecco i particolari

Il patrigno del ragazzo di 17 anni ucciso venerdì mattina a Pietrafitta è stato arrestato per omicidio volontario. L'uomo, P.C. originario di Monterotondo (Roma), è accusato di avere ucciso il figlio della compagna nella loro abitazione nella frazione di Piegaro a colpi di mattarello.

Secondo quanto riferito dai militari di Città della Pieve, coordinati dal tenente Milillo, dai rilievi eseguiti sul luogo del delitto e dall'accurato racconto del romano in sede di polizia giudiziaria, si sarebbe accertato che l'aggressione, scaturita per una lite furiosa, è cominciata in cucina dove il ragazzo è stato ripetutamente colpito con un mattarello di legno al capo.

Successivamente si è portata in bagno dove il ragazzo ancora agonizzante è stato trovato dai carabinieri. Al momento della lite la madre era uscita per andare a prendere l'altro figlio a scuola e non si trovava nella palazzina non lontano dal centro di Pietrafitta.

Sono stati dunque i vicini del piano superiore a dare l'allarme alle forze dell'ordine che al loro arrivo, presunimibilmente qualche minuto dopo la fine della bagarre, hanno trovato il 17enne in fin di vita. Immediato l'allarme al 118, ma all'arrivo dei sanitari per il ragazzo non c'era più niente da fare, deceduto per sfondamento cranico con conseguente fuoriuscita di materiale celebrale.

E' stato proprio il patrigno ad aprire la porta di casa, segnata da evidenti tracce di sangue, affermando "ho fatto un macello, ho fatto un macello". Per gli inquirenti, l'uomo è stato colto da un raptus, forse provocato da una situazione di degrado familiare, appesantita dal fatto che entrambi i genitori erano rimasti senza lavoro.

Inoltre, come anticipato dalla nostra redazione, il Tribunale dei minori di Perugia aveva tolto la custodia dei due figli alla coppia e l'uomo riteneva il 17enne responsabile di questa situazione, avendo paura che la famiglia fosse divisa. Una volta portato in caserma, il 59enne è stato sentito dal magistrato di Orvieto, Flaminio Monteleone, che ha raccolto la sua confessione insieme ai carabinieri.

I PROBLEMI IN FAMIGLIA- Dalle indiscrezioni raccolte dalla redazione di Perugia Today a Pietrafitta sembrerebbe che la vittima, un 17enne di origini rumene, avrebbe lasciato la casa dove viveva con la madre per trasferirsi in una casa famiglia proprio nel pomeriggio di venerdì, poco prima della tragedia.

IL RICORDO DEL SACERDOTE- Con il passare delle ore, la notizia si è diffusa in paese e tra le voci raccolte dai giornalisti, anche quella del sacerdote, Don Fabrizio che ricorda la vittima come un ragazzo "dolce e sensibile Ragazzo 17enne ucciso di botte a Pietrafitta:dichiarazioni sacerdote
pur con le difficoltà legate ai problemi in famiglia, ma non introverso. Sono spiazzato"; ha commentato il sacerdote, che subito dopo il dramma, ha raggiunto l'abitazione
dove è avvenuta la tragedia.

LE PAROLE DEL SINDACO DI PIEGARO- Anche il sindaco di Piegaro, Andrea Caporali, raggiunto dalla nostra redazione ha voluto dire la sua sul grave fatto di cronaca che sta riguardando la sua città. Il primo cittadino afferma che la famiglia era seguita dagli assistenti sociali del comune, che proprio in questo periodo stavano valutando l'ipotesi di dare in affidamento temporaneo i due minori presenti nell'abitazione.

 

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