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#FerroGommaShow - Pax agostana all'aeroporto, ma per i sindacati ci si prepara ad un autunno caldo

Martifagni (Fit Cisl): “Situazione insostenibile. Se non ci saranno cambiamenti a settembre ci saranno ripercussioni”

Riceviamo e pubblichiamo la nuova puntata della rubrica di Alexandru Cenusa, giornalista indipendente ed esperto nel settore trasporti, #ferrogommashow. Dopo i tagli ai bus urbani ed extraurbani, dopo la questione eterna dell'ex Fcu, anche l'aeroporto dell'Umbria si troverebbe ad affrontare comunque un autunno di scelte importanti. Buona lettura. Restiamo come sempre a disposizione della Sase per l'eventuale replica. 

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di Alexandru Cenusa

Si è dunque giunti ad agosto nell’Umbria della crisi dei trasporti in generale. Dal giorno 4 anche il MiniMetrò di Perugia viene spento per la annuale manutenzione di 12 giorni cui purtroppo il people mover perugino è progettualmente legato per poter continuare ad operare. Così, a distanza di pochi giorni dall’annuncio dell’assessore comunale Merli, che ha sostanzialmente annunciato disagi al trasporto pubblico cittadino e provinciale oltre ogni immaginazione per il mese d’agosto, e fino a settembre inoltrato, anche l’aeroporto di Perugia rischia di dare il suo contributo alla crisi.

Solo un mese fa le trombe della politica annunciavano, per l’ennesima volta, il rilancio dello strategico scalo umbro e la nuova gestione dello stesso all’insegna di trasparenza, efficienza e cooperazione tra la dirigenza e i lavoratori. Sembrerebbe purtroppo che quanto sopra sia più retorica che un piano preciso. Almeno questo è quanto emerge dalla esclusiva intervista ufficiale rilasciata da Gianni Martifagni, segretario generale aggiunto della Fit Cisl, alla rubrica #FerroGommaShow su PerugiaToday.

“In riferimento all’articolo uscito su PerugiaToday dove il direttore del San Francesco asserisce che ‘sul fronte sociale rispetto a molti altri aeroporti in Italia il San Francesco continua ad intrattenere ottimi rapporti sia con il personale che con le organizzazioni sindacali, confrontandosi regolarmente in piena concertazione e concordia’ mi sento di essere veramente critico. La situazione è completamente diversa. Di fatto smentisco il direttore dello scalo, almeno per quanto riguarda la posizione della Fit Cisl” spiega Martifagni.

“Come sindacato abbiamo evitato lo scontro con la dirigenza anche e soprattutto per non andare ad incidere sulle possibilità di sviluppo di uno scalo che finalmente sembrerebbe essere avviato verso la crescita. Tuttavia i problemi ci sono, e vanno affrontati, e non ignorati dichiarando che tutto va bene. Il direttore – prosegue Martifagni – non deve pensare che il mancato inasprimento delle tensioni sindacali sia di fatto una cambiale in bianco per depennare l’esistenza di frizioni e problemi tra i lavoratori e la dirigenza. Questo atteggiamento è il più scorretto che potesse adottare nei confronti dei lavoratori dello scalo di Perugia”.

“Le posizioni della dirigenza sono infatti fuori dai dettami contrattuali. Abbiamo a che fare con orari di lavoro e figure professionali, assunte presso lo scalo, non consone a quanto stabilito sia dai contratti, che dal buon senso. Da tempo ormai invochiamo un tavolo di concertazione che risolva questi problemi, ma ad oggi essi sono ancora in alto mare. Se tali problemi non verranno risolti in modi e tempi consoni alle nostre istanze – avverte il Segretario Generale – ci saranno forti ripercussioni. Attualmente è in vigore la cosiddetta ‘franchigia sui servizi universali’, ossia il periodo di agosto che impone l’accantonamento delle tensioni per non danneggiare l’utenza in questo periodo di vacanze. Ma da settembre siamo pronti all’agitazione, e pertanto sarà la fine di questa pax sociale che evidentemente la dirigenza non ha capito essere frutto di un atteggiamento di cooperazione, nel maggior interesse dell’utenza dell’aeroporto e dello sviluppo della Regione Umbria. In particolare la dirigenza ha peraltro più volte manifestato atteggiamenti ostili nei confronti della nostra sigla sindacale che vanno ben oltre le regole comuni. Se non ci saranno pertanto riscontri alle nostre vertenze sindacali e non si porrà rimedio alle mancanze degli adempimenti contrattuali di cui ho parlato prima, non avremo altra scelta se non quella di tentare di risolvere queste problematiche con la mobilitazione dei lavoratori nel mese di settembre”.

Il segretario ha perciò lanciato un’ombra cupa su quello che la dirigenza promette essere il mese dell’inizio del rilancio dello scalo umbro. Peraltro ormai in Umbria di annunci se ne sono sentiti tanti, quindi si spera che questa volta sia finalmente giunta l’ora del riscatto per il San Francesco, e che non siano i protagonismi personali, o il solito eccesso di garantismo sull’operato dirigenziale a far sfumare ancora una volta le promesse di rilancio dello scalo umbro.

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