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Sentenza del Tribunale di Perugia, Associazione Genitori Separati: "Finalmente ci si muove verso l'affido paritario: ecco cosa cambia"

L'analisi di Gerardo Spira, avvocato e presidente onorario Associazione Genitori Separati per la Tutela dei Minori

Riceviamo e pubblichiamo l'analisi dell'associazione umbra che da decenni si batte per la tutela dei minori e la parità di diritti e doveri dei coniugi separati.

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di Gerardo Spira - Avvocato e Presidente onorario Associazione Genitori Separati per la Tutela dei Minori
Finalmente la legge 54/2006 ha imboccato la porta giusta a Perugia. La giurisprudenza perugina si muove verso l'affido paritario. Condizioni economiche e affidamento camminano di pari passo. Dunque è possibile affrontare la questione della separazione e divorzio, adattando o assoggettando la problematica ad un solo principio: "il valore della famiglia resta tale anche dopo la separazione". I genitori si separano, ma i figli restano sempre soggetti di diritto-dovere per entrambi. Il Giudice di Perugia ha superato anche la vessata questione del mantenimento. Sentenza nel rispetto del principio della legge, secondo l'orientamento delle convenzioni internazionali ed Europee. Se il figlio deve continuare a riceve da entrambi i genitori le stesse cure, educazione e mantenimento, giurati davanti all'ufficiale dello Stato civile e conformato anche in caso di convivenza, vuol dire che le istituzioni e la giustizia devono rimuovere tutte la condizioni che ne impediscono la finalità.

In tal modo il prevalente interesse del minore si salda con la continuità del rapporto e della frequentazione del minore con entrambi i genitori. Anche il mantenimento ha trovato la giusta e corretta collocazione. Impegni e doveri ugualmente divisi. Intorno al predetto principio devono ruotare tutti i soggetti coinvolti e di supporto, usando le professionalità nei limiti del proprio mandato, senza interferenze, lasciando al giudice il compito della decisione. E importante che le istituzioni di supporto e di assistenza mantengano le competenze nell'ambito delle disposizioni del Giudice, evitando suggerimenti o valutazioni incidenti sulla vita del rapporto in atto.

La nostra Associazione ha sempre rilevato che i diversi Istituti pubblici di assistenza e di sostegno si muovono secondo criteri e ragioni parziali, di ostacolo al riequilibrio dei valori fondanti della famiglia e al recupero della cultura serena e condivisa della coppia. Una corretta regolamentazione preliminare, specialmente nella prima fase, costituisce il cemento per tutte le Autorità coinvolte per fissare un protocollo condiviso per intraprendere il percorso senza grandi intoppi. Non un protocollo di organizzazione funzionale utile soltanto a Giudici, Ordini professionali e Istituzioni pubbliche, ma un disciplinare, con valore contrattuale, in cui le parti attive siano i genitori ad assumere gli impegni per il futuro dei figli. Il conflitto non giova a nessuno e men che mai ai figli. Questo quasi sempre la causa maggiore degli effetti negativi sulla sentenza o ordinanza del Giudice.

Il Protocollo, se stipulato per il preminente interesse verso i figli, diventa il presidio di legalità per l'affido paritario. Le condizioni economiche, seguono il principio, anche caso per caso, ma lasciando inalterato il rapporto paritario di collocazione e di frequentazione. Il giudice, dopo gli accertamenti veri e non insinuati o sospettati decide anche su questi aspetti. E’ sbagliato limitare il rapporto genitore figlio soltanto perché il genitore non gode di una buona situazione economica. Le conseguenze si ripercuotono sullo scopo della legge di salvaguardare il superiore interesse del minore. Qui entra in gioco il ruolo strategico del supporto professionale, sotto il rigoroso controllo del giudice, di rimuovere condizioni e cause di impedimento. Il condiviso paritario, diventa il parametro a cui si adattano tutti gli altri aspetti del problema. Il giudice di Perugia ha ravvivato il principio della legge 54/ 2006, principio per cui l'associazione si è sempre battuta. Da qui riapriamo il dibattito per cambiare pagina.

Il tempo della pandemia, è stato una occasione per fare una profonda riflessione sulla società in un futuro in cui è necessario e importante rivolgere le attenzioni al ruolo della famiglia, per dare un impulso diverso al modo di ragionare di diritti, di doveri, di priorità, di necessità e di bisogni, lasciando fuori dalla porta, interferenze intriganti ordite negativamente. Dentro i principi di uguaglia e di pari opportunità, fuori privilegi e favori. Se la sentenza del Giudice di Perugia va in questa direzione la nostra Associazione darà il proprio contributo di partecipazione attiva.

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