Regionali, il programma della Marini: "La mia Umbria tra lavoro, diritti e solidarietà"

Pubblichiamo l'introduzione di Catiuscia Marini al suo programma elettorale. Una sintesi chiara dell'Umbria che ha in mente e che vuole realizzare. Impegni elettorali stringenti del candidato non ha consentito di effettuare una intervista...

L'ufficio stampa della presidente Marini ci ha comunicato che non sarebbe stato in grado di rispondere, a causa dei molti impegni elettorali, alle nostre 4 domande rivolte alla Presidente Marini.

Purtroppo la mail è stata giudicata troppo tardiva - inviata lunedì scorso -. Per dare il giusto spazio al candidato presidente Marini abbiamo deciso di pubblicare il suo intervento-appello al voto presente nel suo programma. Buona lettura.

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di Catiuscia Marini *Candidato Presidente della Giunta regionale per il centrosinistra

"Dare Più forza all'Umbria": Questo è il cuore del mio programma, su questo obiettivo mi sento di chiamare a raccolta le donne e gli uomini, le istituzioni, le forze economiche e sociali della nostra regione. Dare forza ad un territorio e ad una comunità che hanno un gran bisogno di diventare più forti, di riposizionarsi saldamente nel Centro-Nord del Paese, superando il rischio di derive o scivolamenti. 

L’Umbria, i suoi abitanti, le sue imprese, le sue istituzioni, hanno sofferto, come il Paese, ma hanno saputo resistere, hanno anzi spesso dimostrato quella resilienza di cui tanto si parla, quella capacità di resistere in modo reattivo e propositivo. Vuole essere non tanto un programma minuzioso, ma linee strategiche del progetto di governo. 

La mia è infatti una candidatura per un secondo mandato di governo ed è quindi logico che essa si faccia carico delle scelte e degli indirizzi assunti nella legislatura che va a finire, indirizzi e scelte incorporati in schemi programmatici che interesseranno l’intera prossima legislatura e già operativi come i programmi europei- che contengono già la dotazione finanziaria – oppure come alcuni piani in stato di elaborazione più o meno avanzati, come il Piano Trasporti, il Piano Sanitario, il Piano Sociale, il Piano Paesaggistico ed altri. 

Si tratta di un patrimonio importante di idee e progetti, che l’intenso lavoro svolto nei cinque anni trascorsi consente di portare alla nuova legislatura come dote di grande utilità. In questi anni, per fronteggiare la crisi e la riduzione dei trasferimenti di risorse pubbliche nazionali, ci siamo impegnati per dare centralità all’Umbria in Europa. E siamo riusciti ad ottenere importanti risultati, con una dotazione finanziaria complessiva di 1,5 miliardi di euro, risorse a disposizione degli umbri per costruire l’Umbria che verrà. 

Questo vuole essere un programma di visione, che serva a spostare ulteriormente in avanti i traguardi e gli obiettivi già raggiunti negli anni trascorsi, adeguandoli alle nuove sfide, nella consapevolezza che la velocità nel saper comprendere i fenomeni ed elaborare le risposte rappresenta un fattore di successo ormai irrinunciabile. Una visione lungimirante e concreta, che guardi all’Umbria del 2020, laddove la concretezza sta nella capacità di misurarsi con l’essenza dei fenomeni, con la loro reale portata, con la consapevolezza della pertinenza e della adeguatezza degli strumenti a nostra disposizione. 

La concretezza di chi sa che occorre progettare e costruire il proprio futuro, non la falsa concretezza di chi spaccia per tale un mero aggrapparsi alla precarietà del presente in attesa del passato. Un programma articolato in 12 temi, da intendersi come filiere di politiche e punti di coagulo di un più ampio ventaglio di azioni e progetti. Il nostro progetto di governo fa appello a coloro che - dalle imprese al lavoro, dal welfare alle istituzioni scientifiche e culturali, dal volontariato alle professioni - operano sulla frontiera del cambiamento e dell’innovazione, investono intelligenze, competenze e risorse, e si mettono in gioco quotidianamente nell’ambito di una sfida oramai globale. 

Il cambiamento che vogliamo promuovere deve dunque mettere a leva le migliori forze sociali, culturali, scientifiche, professionali e imprenditoriali che questa regione è capace di offrire; in altri termini, ci rivolgiamo ai soggetti più dinamici, intraprendenti, creativi e innovativi, grazie ai quali iniziare a costruire l’Umbria che verrà. Il progetto di governo vuole perseguire un cambiamento che parta dall’ascolto dei bisogni, dai meriti e dalla valorizzazione delle competenze e delle opportunità individuali, e le ponga al servizio del benessere della comunità regionale. 

Un progetto di governo che vuole affrontare con decisione il tema della sicurezza individuale e sociale. Un cambiamento che dà forza a quelle categorie che basano le loro fortune sui diritti (e non sui privilegi), sul rischio d'impresa e sul lavoro onesto e qualificato (e non sulle rendite pubbliche e private) e sul protagonismo sociale coraggioso (e non sul parassitismo). Un cambiamento che accoglie e include tutte le persone, rendendole protagoniste nella partecipazione alle decisioni pubbliche e nella vita delle istituzioni democratiche. Un cambiamento che vuole preservare e valorizzare le identità storiche e culturali della nostra regione. Un patrimonio non riproducibile che deve poter essere preservato per essere donato alle bambine e ai bambini di oggi e di domani. 

L’Umbria vuole continuare ad essere una terra di libertà e diritti per tutti nel rispetto delle regole capaci di garantire sicurezza alle famiglie e agli individui, contro ogni e qualsiasi forma di illegalità che genera paura e incertezza; una terra dell’inclusione sociale e dell'accoglienza che contrasta razzismi, omofobia e violenze; una terra che sta dalla parte dei bambini, dei disabili, e di "chi meno ha e meno può", per garantire a tutti una uguaglianza sostanziale delle opportunità; un’Umbria che guarda ai “vecchi” diritti, cercando nuovi modi per garantirli, e vuole promuovere “nuovi” diritti che meritano una tutela e una valorizzazione. 

Quest’Umbria, protagonista nelle battaglie per la pace, per la solidarietà e i diritti dei popoli, ha già consolidato una importante esperienza nella cooperazione e ha intrecciato significative relazioni internazionali. Quest’Umbria, che è protagonista nelle istituzioni europee rappresentative delle regioni, è un’Umbria aperta all’Europa, alle opportunità delle politiche europee e alle sfide più complessive di internazionalizzazione, ed è impegnata a cambiare l'Europa, perché non venga tradita la promessa di una società aperta, prospera ed inclusiva. 

Per rendere più forte l’Umbria, bisogna agire su una pluralità di fattori, ma il tutto può e deve essere ricondotto a tre nuove centralità capaci di promuovere e rafforzare il cambiamento complessivo della società regionale: 

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1. La centralità delle persone, per conseguire maggiori livelli di sostenibilità sociale; 
2. La centralità degli imprenditori e dei lavoratori che creano valore, per conseguire maggiori livelli di sostenibilità economica, 
3. La centralità dell’ambiente, del territorio e delle città per conseguire maggiori livelli di sostenibilità dell’ecosistema complessivo.

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