Il Blog di Franco Parlavecchio - La solitudine di Renzi, la scissione e aspiranti leggeri

La solitudine di Renzi. Renzi rottamatore, Renzi Segretario , Renzi Presidente del Consiglio, Renzi leader, Renzi solo. Il fiorentino è una persona capace; è riuscito ad affascinare milioni di persone grazie al suo modo sfrontato e coraggioso, lui è quello che ci mette la faccia ma è caduto in due vecchie trappole, figlie di chi ha rottamato.

La prima: l’essersi circondato da troppi signorsì, bravi a starti vicino quando sei in auge, molto più bravi ad abbandonarti quando annusano l’odore del declino. La seconda: non aver ascoltato, non aver letto i segnali chiari di un’azione di Governo senza feeling popolare, spesso lontana dalla realtà.

A queste posso aggiungere l’errore di trascurare la gestione del partito, utile solo come comitato elettorale. Difetto simile ad alcuni renziani locali che sono diventati nello stesso momento partito ed istituzione, spesso molto smemorati nel ricordare il motivo della loro ascesi. Renzi, all’ultima direzione nazionale del Pd, non era Renzi ma una controfigura molto spaesata. Ora ci troviamo ad un passo dalla scissione all’interno del Pd, con i tre antagonisti, Speranza e Rossi, bravi ma senza la stoffa da leader, ed Emiliano un magistrato con il piglio carismatico ma con una vocazione più grillina di Grillo. Visto lo scenario forse non è ancora tutto compromesso per Renzi ma dovrà capire che per vincere bisogna imparare a perdere.

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