Regione, dopo caso Goracci: voglia di repulisti in Consiglio e Giunta

La maggioranza è divisa se continuare a dare fiducia al Presidente del Consiglio Eros Brega - indagato a Terni - dopo le accuse a Goracci e le dimissioni dei suoi vice-presidenti. Il Pd traccheggia. Ma c'è chi invoca l'ira della Marini

Tira una brutta aria di crisi all’interno di tutto il centrosinistra regionale. Il boato degli arresti dell’ex vice-presidente del consiglio regionale Orfeo Goracci  hanno certo creato non pochi problemi di immagine a Rifondazione Comunista – anche se tutti sanno che da 10 anni Goracci e il suo gruppo era praticamente indipendente dall’ala sana del partito regionale – ma sembra che i danni maggiori li abbia provocati proprio all’interno del Pd dove c’è un problema di avvisi di garanzia dopo i casi “Sanitopoli” – indagato l’assessore Riommi – e i fondi per San Valentino – indagato l’attuale presidente Eros Brega.

Una volta che i vice-presidenti del Consiglio regionale si sono dimessi – De Sio e Lignani -  la maggioranza di centrosinistra si è vaporizzata: Sel, Idv e Rifondazione comunista vogliono a questo punto un cambio totale dei vertici dell’Ufficio di Presidenza e quindi hanno chiesto, soprattutto Bori (Sel) e Dottorni (Idv), le dimissioni di Brega.

In casa Pd il segretario Lamberto Bottini per le 16,30 ha convocato una assemblea regionale straordinaria per capire gli umori dei suoi. Ambienti della sua segreteria parlano di una iniziale voglia di rinnovare tutto dell’ufficio di presidenza. Ma più passano le ore e più le diplomazie interne riescono a congelare gli spiriti bollenti: Brega presidente fino alla fine del suo mandato. Che dista soltanto otto mesi: ovvero  novembre prossimo e poi  si vedrà se sarà prosciolto dal Tribunale di Terni.

Questo il messaggio delle diplomazie interne che pare essere una delle ipotesi più percorribili visto che il centrodestra non vuole affondare il colpo contro Brega: “Rispettiamo il ruolo istituzionale del presidente e quindi non chiediamo la sua testa – ha specificato il Pdl- come centrodestra vogliamo nuove figure che semplifichino il piano politico,  e si torni a parlare di nuovi investimento per il rilascio dell’Umbria”. Il presidente dunque è almeno salvato dall’opposizione.

Ma c’è una variante che in queste ore sta prendendo forma in ambiente Pd: Il Presidente della Giunta regionale Catiuscia Marini – la meno colpita dalla questione morale del centrosinistra – potrebbe dare il via lei per il repulisti: rimpasto in Giunta che a cascata ricade anche sul rimpasto dell’ufficio di presidenza del Consiglio e apre la discussione sulla questione degli avvisi di garanzia a sinistra. Si aprono dei fronti di guerra interna, ma la Presidente – fanno notare gli analisti – risulterebbe una sorta di Giovanna D’Arco. 

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