VIDEO Perugia-Ancona, le aziende creditrici: "Il cantiere è tutt'altro che riaperto, è un'emergenza che il Governo deve affrontare"

Committenze non pagate, lavori fermi e un territorio già fortemente provato. Gli imprenditori: "Pronti a fare la nostra parte, ma con garanzie reali"

 

Il 7 marzo manifesteranno per chiedere che la situazione dei cantiere della Perugia-Ancona sia sbloccata, ma in modo definitivo, "per arrivare a completare l'opera" e porre fine a una situazione di estrema criticità. Per le aziende appaltanti della contraente generale Astaldi che già non hanno ricevuto il pagamento di quanto fatto in precedenza, ma anche per il territorio, ovvero Umbria e Marche, le cui connesioni sono ora come ora ancora più drammatiche (E45 bloccata al traffico pesante nei pressi di Arezzo) e già messo a dura prova dal terremoto, per la sicurezza di ogni singolo automobilista che affronta il viaggio su un'arteria strategica, ma non ancora adeguata. Eppure, per finire l'intervento, quanto meno quello di collegamento, basta relativamente poco.

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Basta la volontà di portare avanti il progetto e per questo il coordinamento delle aziende creditrici chiedono che la questione sia affrontata di petto da Governo e Anas e che sia risolta. Al pari di un'altra emergenza, perché intervenire e rapidamente per sbloccare la stasi attuale è indispensabile. Cantieri riaperti? Smentiscono Astaldi, gli imprenditori umbri, che sono stati contattati dall'appaltatore, ma a condizioni che non possono accettare. 

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