Domenica, 26 Settembre 2021
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VIDEO Il lupo di Castelluccio a caccia in pieno giorno. "lo riprendo e lui che gira, si ferma, mi guarda e riparte"

Le immagini e il racconto dell'ex vice-sindaco di Perugia che si è trovato ad un centinaio di metri dal maestoso predatore

Il raccono di Urbano Barelli che, tra paura e curiosità, ha incontrato un lupo dell'appennino a pochi chilometri da Castelluccio. Le immagini e i suoi pensieri riportati sulla sua pagina di Fb:   "La carrareccia che sale è tutta ricoperta di neve che la nasconde e che rende uniforme il versante che ora gira verso il valico dove prima ero in macchina. Avrò percorso circa cinque km da Castelluccio, proseguo altri duecento metri e ad un certo punto lo vedo. Mi sembra un lupo, è un lupo, a circa centocinquanta o duecento metri. È fermo e mi guarda, non so da quanto tempo, visto che io me ne sono accorto solo in quel momento. Mi fermo, non so cosa fare ma mi torna in mente un consiglio che i più esperti danno quando si incontra un animale potenzialmente pericoloso: rimanere fermi senza assumere atteggiamenti spaventati o aggressivi".  

"Non so se rischia di rientrare in uno dei due atteggiamenti sconsigliati, ma tiro fuori il cellulare per riprenderlo, anche per mostrarlo a qualcuno che possa confermare che proprio di un lupo si tratta, visto che è il primo che vedo in vita mia. Ho i doppi guanti per il freddo, quello esterno mi cade e scivola lontano sulla neve. Non mi muovo, il lupo gira intorno alla zona dove era prima, si ferma e mi guarda di nuovo.  Rimango immobile e lo riprendo, mi pare che sia incerto su cosa fare, magro, con la coda tra le zampe, non scappa come ci si aspetterebbe da un animale che di solito non attacca l'uomo, ma nemmeno si avvicina minaccioso come potrebbe fare un animale affamato".

"Passiamo così alcuni minuti, io che lo guardo e lo riprendo e lui che gira, si ferma, mi guarda e riparte. Siamo ad una distanza che io coprirei in una manciata di minuti, il lupo probabilmente in una manciata di secondi. Non sono spaventato, solo curioso. Alla fine il lupo decide che è meglio risalire il crinale e scendere sull'altro versante della montagna. Scendo a raccogliere il guanto e poi continuo verso la direzione dov'era prima il lupo. Per vedere le orme, mi dico, e confrontarle con quelle che avevo visto salendo. Arrivo sul posto ma le impronte si vedono poco, c'è ghiaccio e poca neve sopra. Mi guardo intorno, il lupo non si vede, ma comincio solo allora a preoccuparmi. Sono le undici, si è fatto tardi e devo tornare per pranzo, il vento e il freddo sono aumentati, e c'è un lupo in giro. È meglio tornare a casa".
 

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