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Volley Pian di Massiano

Euro2023 maschile, scocca finalmente l'ora degli azzurri

Si apre oggi la tre giorni del PalaBarton con Germania - Estonia e Svizzera - Serbia. Domani tocca all'Italia campione uscente, avversaria l'Estonia. Alla vigilia parlano Russo, Giannelli e il ct De Giorgi, tre che a Perugia sono di casa

Si è perso letteralmente il conto dell'ultima volta in cui la nazionale maschile di Pallavolo ha calcato il taraflex del PalaBarton (allora PalaEvangelisti) ma l'occasione che si presenta è veramente di quelle da non perdere. La città di Perugia è stata designata ad ospitare sei partite del campionato europeo 2023: si apre oggi con Germania - Estonia e Svizzera - Serbia, ma è superfluo affermare che l'attesa è tutta per i padroni di casa, i campioni d'Europa e del Mondo, vale a dire l'Italia. Meglio ancora la "bella Italia", citando le parole di Maurizio Colantoni, telecronista Rai. Un gruppo di ragazzi partiti dal nulla, sulle ceneri del disastro olimpico di Tokyo 2021, capace in breve tempo di stravolgere le gerarchie della pallavolo mondiale. Per loro arriva il tempo della responsabilità: domani sera, dopo il convincente successo sul Belgio a Bologna, seconda tappa, la prima nel capoluogo umbro, contro l'Estonia, mentre venerdì 1° settembre il sentitissimo match con la Serbia degli ex Sir Atanasijevic e Podrascanin. 

Alla vigilia c'è spazio per le impressioni di tre dei protagonisti più attesi e che il pubblico perugino conosce bene: Roberto Russo, Simone Giannelli (questi due attuali giocatori della Sir Susa Vim Perugia) ed il commissario tecnico Ferdinando De Giorgi, che 20 anni fa ha vissuto con la vecchia RPA la prima importante esperienza da allenatore (una semifinale e una finale scudetto raggiunta nelle due stagioni in cui si è seduto sulla panchina biancorossa). 

Il Picciotto, una certezza da sfruttare

Passano le partite e Russo continua a ritagliarsi uno spazio sempre più importante in squadra. E veste i panni del pompiere replicando a Podrascanin e Atanasijevic che avevano designato l'Italia come candidata principale alla vittoria: "Abbiamo tanto su cui lavorare, ci sono squadre attrezzate per cui dobbiamo mantenere l'umiltà. Poi prenderemo ciò che viene". Curiosità desterà sicuramente il duello sottorete con Bata: "In campo sarà uno stuzzicarsi a vicenda. Sarà divertente". Giocare a Perugia farà sicuramente un bell'effetto: "Il fatto che il pubblico fa la differenza è importante, qui come da altre parti. Si è visto a Bologna soprattutto in un set che era in bilico e siamo riusciti a vincere". Sul nuovo PalaBarton: "All'inizio è stato strano strano, ma ho visto che hanno svolto ottimi lavori. Soprattutto all'impianto d'aria condizionata, fondamentale". Ad aprire la due giorni azzurra sarà il match con l'Estonia: "Dobbiamo pensare soprattutto alla nostra metà campo ed esprimere la nostra pallavolo. Sarà facile solo sulla carta". L'attesa è già per la Serbia: "Ci giochiamo spesso durante l'anno e posso dire che hanno buone individualità oltre che giocare bene. Se l'affrontiamo correttamente come approccio e a livello tecnico tutto diventa più facile". 

Un capitano sempre più "a connotazione umbra"

E' nato a Bolzano e ha trascorso buona parte della sua carriera a Trento, ma è in Umbria che ha deciso di mettere le radici, soprattutto dopo l'acquisto di un casale ad Assisi. E da domani, proprio nella sua patria adottiva, guiderà gli azzurri verso quella che si spera possa essere una conferma di quanto fatto a Belgrado. Cosa tutt'altro che facile e il palleggiatore spiega quella che può essete la ricetta giusta: "Quali qualità sono necessarie? Non dobbiamo pensare di essere campioni in carica che non ti dà niente. È preferibile pensare step by step. Tutto il nostro focus è sull'Estonia, ripartiamo tutti da zero". Anche il capitano ribatte in maniera scherzosa ai suoi amici della Serbia: "Favoriti? Fa parte del gioco. Bata e Potke sono due furbacchioni. Bisogna essere concreti. Con la Serbia sarà una partita divertente. La carta vincente? Sicuramente la battuta e la ricezione". Prima però c'è l'Estonia: "E' sicuramente la squadra conosciuta meno, ma alcuni giocatori giocano ad alto livello. Dovremo essere concentrati e umili". Molto ci si aspetta dal pubblico: "Sono contento di giocare qui e soprattuto di viverci. Così come mi fa piacere che i perugini possano tifare Italia e fare vedere quanto sono calorosi". Una mentalità particolare: "Ansia di vincere a tutti i costi? Non mi appartiene. Bisogna fare del proprio meglio, se ti porta al massimo risultato tanto meglio. Si vada a tutto fuoco senza aggiungere né togliere nulla a te stesso". Ci sono punti di forza su cui "migliorare. Ad esempio con il Belgio potevamo difendere un po' meglio. La certezza però è quella di puntare sui valori verso la maglietta che indossiamo". Lorenzetti e De Giorgi, due totem: "Difficile fare paragoni. Angelo è uno dei migliori al mondo e mi ha fatto crescere sotto ogni punto di vista. E' un tecnico diverso dagli altri. Credo ci possa dare veramente una grossa mano. Fefe lo stesso, vuole sempre il massimo da tutti noi, poi ha calma, umiltà e pacatezza, qualità che lo rendono sempre com'è".

Un ritorno sempre gradito

La sua storia di tecnico di grande importanza è partita proprio da Perugia e sicuramente Fefè De Giorgi non lo dimentica. C'è però da guardare avanti. Scendere in campo comporta pressione o stimolo: "La pressione è intesa come aspettativa ed è aumentata. Quello che stiamo cercando di rendere stimolo è cercare di migliorare per raggiungere dei risultati e fare il massimo. Il percorso è questo qua per rimanere competitivi. Poi è chiaro che serve l'allenamento". Perugia negli ultimi 20 anni ha mostrato una crescita esponenziale in ambito pallavolistico: "Sono felice di aver iniziato questo percorso e di aver dato il mio contributo con Sciurpa. Sirci poi ha fatto un lavoro importante". Sempre emozionante il ritorno nell'impianto di Pian Di Massiano ma non una novità assoluta: "Sono spesso tornato da avversario quindi quella prima sensazione me la sono giocata, ma da ct è un'altra cosa. Ho sempre trovato molto affetto, segno che l'esperienza di allora è stata positiva. È stato un passaggio importante perché si è portata la pallavolo ad alto livello. Costruire questo aspetto è importante, così come il percorso successivo": De Giorgi ha un concetto di miglioramento molto caratteristico: "Migliorare non significa giocare meglio di altre volte, ma adattarsi e reagire di squadra alle difficoltà che l'avversario può creare". Un avversario da non sottovalutare: "L'Estonia? Ha un opposto molto esperto che è il punto di riferimento. Poi un paio di giovani, Taht ad esempio. Sono capaci di fare buone cose e devi togliergli la continuità nelle giocate". Le rivali per la vittoria finale sono "dal punto di vista delle medaglie Polonia, Francia, e Slovenia, poi non si escludono sorprese". Infine un pensiero su questo torneo itinerante: "Questo evento tra femminile e maschile è difficile da ripetere. E' chiaro che si preferirebbe restare fermi in un unico posto, ma è bello andare a trovare tanti tifosi in tante sedi".

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