GRIFONERIE Col 3-5-2 di Cosmi è un Perugia offensivo o difensivo? Tutto dipenderà da... Greco

Ospitiamo l'analisi di Claudio Sampaolo sul nuovo corso tattico del Grifo: il tecnico di Ponte San Giovanni ha già utilizzato in passato questo modulo 'personalizzandolo' con i vari Materazzi, Ze Maria e Grosso. Oggi l'ago della bilancia può essere invece l'esperto regista arrivato a gennaio

Quanto vale il 3-5-2 riorganizzato da Serse Cosmi appena ripreso in mano il Perugia? Rispondere a questa domanda, che più di un osservatore s’è posto, significherebbe autorizzare un pensiero sbagliato: che uno schema conti più del valore dei giocatori a disposizione. Il che è palesemente un non senso. Prescindendo, però, da questa verità assoluta, la cosa sorprendente esplicitata da Wikipedia è che tra le 6 società che, nel Mondo, hanno vinto trofei giocando con questo schema ci sono team dal valore assoluto, come la Juventus di Conte e poi Allegri, l’Argentina Mundial di Carlos Bilardo (e Maradona), il Parma di Nevio Scala, i Rangers di Walter Smith (sette campionati scozzesi consecutivi), il CSKA Mosca di Valerij Gazzaev (Coppa UEFA 2004-05) e il Perugia di Cosmi accreditato della Coppa Intertoto del 2003.

SFUMATURE TATTICHE - Lo schema è considerato da alcuni difensivo, da altri offensivo, ma spesso la differenza, oltre che dal valore dei singoli, è data dagli esterni di fascia, quelli che oggi si chiamano, con termine orribile, “i quinti”. Naturalmente quando si parla di schemi tout court, tutto si può dire. Arrigo Sacchi sostiene che il 3-5-2 regala almeno due difensori alla squadra avversaria e quindi inferiorità numerica a centrocampo, quando questa ripiega. A meno che, come vedremo, chi viene schierato nel terzetto di centrali, non abbia piedi buoni e visione di gioco. Per dire: l’Argentina campione del mondo del 1986, aveva tre difensori puri nel mezzo (Cuciuffo, Brown, Ruggeri) e due terzini-terzini che fungevano da pendoli laterali, Giusti e Olartocoechea. Insomma era un 5-3-2 difensivo, più che altro. Diverso il caso del bellissimo Parma di Nevio Scala, il primo in Italia ad adottare questo modulo. col quale ha vinto Coppa Italia, Coppa delle Coppe, Supercoppa UEFA e Coppa UEFA. Dei tre centrali, infatti, Apolloni era un marcatore puro, ma sia Minotti che Grun sapevano impostare l’azione al posto del regista (Zoratto) quando era marcato e persino andarla a chiudere (in due, mediamente 7-8 reti a stagione). Diciamo come i difensori dell’Atalanta di Gasperini. Ed anche gli esterni dello schema erano due terzini incursori come Benarrivo e Di Chiara.

Il 'VECCHIO' COSMI - Cosmi, una volta arrivato sulla panchina del Perugia, inserì molte varianti e idee del tutto nuove. Anzitutto i due esterni: Ze Maria e Pieri, poi Ze Maria e Grosso. Il brasiliano non era, in effetti, né un terzino-marcatore, né un cursore di fascia, era un vero e proprio “regista laterale” che spesso veniva dentro al campo e con quei piedi dolci sapeva fare una cosa che ogni allenatore aborrisce: crossare dalla trequarti, con un effetto così imprevedibile che i suoi (Vryzas, Bazzani…) capivano al volo, i difensori avversari, per fortuna, un po’ meno. Marcello (come lo chiamava Cosmi) aveva talmente le stimmate del regista che una volta, a corto di uomini, lo schierò proprio nel mezzo, a Parma. Finì irrimediabilmente 5-0 e l’esperimento fu accantonato per sempre. A sinistra prima toccò a Pieri, che arrivava da Grosseto (serie D), poi a Grosso, che aveva nel curriculum i ruoli di mezzala o al massimo trequartista. Che carriera hanno fatto i due lo sappiamo tutti. E nel mezzo della difesa “a tre” prima andò Materazzi (uno che faceva il terzino sinistro), poi Di Loreto alla fine anche Fresi, il meno “cosmiano” di tutti. A destra sempre soldatini di guardia al barile, ma veloci negli spazi: Rivalta, Sogliano, Diamoutene. A sinistra del terzetto alla fine scivolò, con ottimi risultati, Milanese, altro ex di fascia.

VARIABILE DIFESA - Insomma Cosmi si sbizzarrì, sempre a ragion veduta. Quel Perugia giocava bene e divertiva ma la difesa, nonostante tutto, non era sempre affidabile. Anzi prendeva gol a catinelle: 53, 46, 48 e 56 nelle quattro stagioni in A. E fu una scelta, perché Cosmi la voleva alta, vicina alla squadra, per accompagnare i movimenti dei terzini, per andare a riprendere la palla persa sempre in avanti, per portare il maggior numero di uomini nell’area avversaria. Ma pensare che Cosmi sia un galeoniano e/o zemaniano sarebbe un errore madornale. Cosmi ha sempre fatto in base a quello che ha trovato, con invenzioni di successo. E facendo un passo indietro scopriremo che quando era alla guida dell’Arezzo, ha sempre avuto difese blindatissime, in grado di chiudere il campionato subendo, nelle ultime tre stagioni, 36, 44 e 29 reti in 34 giornate.

'APPESI' A GRECO - Morale della favola: come giocherà col suo 3-5-2 adesso che avrà a disposizione anche un simil-Materazzi come Rajcevic? L’impressione è che tutto dipenderà da... Greco. Se ha ancora stimoli per giocare ad alti livelli, se convincerà Cosmi che sarà in grado di governare e dare i tempi giusti, allora imposterà una squadra che attaccherà coi terzini (tra un po’ torna Di Chiara e sarà pronto Benzar) e manderà i centrocampisti a cercare il gol, specie con Kouan che ha in testa i tempi di inserimento di Giovanni Tedesco. Altrimenti, se nel buco centrale che il mercato sembrerebbe non aver colmato si alterneranno Konate e Carraro, converrà impostare una difesa bloccata con 5-6 uomini per tre ruoli, ma con il trio Gyomber-Rajcevic-Angella che è di sicura affidabilità. E poi, con un parterre di attaccanti come quello di quest’anno, fare gol non dovrebbe essere un problema. Vedremo subito, da sabato con lo Spezia, quale strada seguirà Cosmi nel disegnare il suo 3-5-2.

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