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Grifo, Bucchi predica calma: "Restiamo umili, il Cittadella merita il primato in classifica"

Il tecnico presenta la sfida contro la prima della classe. Indisponibili Drole, Mancini e Del Prete, ma il gruppo sta crescendo dal punto di visto fisico

Un Grifo affamato e allo stesso tempo umile. Bucchi non vuole che il gruppo si sieda sugli allori dopo il terzo successo di fila conquistato domenica scorsa contro l’Avellino. Domani pomeriggio al ‘Curi’ ci sarà la capolista Cittadella, squadra rivelazione di questo avvio di stagione, e l’occasione di accorciare le distanze dalla vetta è troppo ghiotta per arrivare impreparati alla sfida.

Scelte di formazione – “Ho dei piccolissimi dubbi sulla formazione – esordisce il mister biancorosso – però credo che la squadra non si discosterà da quella scesa in campo domenica scorsa. Per questa partita non ci saranno Del Prete, Drole e Mancini, poi la prossima settimana dovrebbero rientrare nel gruppo e speriamo di riaverli per Benevento”. Qual è la difficoltà maggiore nel gestire una rosa ampia?: “Lasciare fuori ragazzi che meritano di giocare. D’altronde era quello a cui puntavamo all’inizio, avere tanti giocatori che si sentissero titolari. Ora, dopo un avvio difficile a causa degli infortuni, la rosa è quasi al completo e c’è più possibilità di scelta. Questo è un campionato lunghissimo ed è fisiologico che ci siano dei momenti in cui qualcuno sta meglio rispetto agli altri”.

Centrocampo –  L’allenatore del Grifo dedica alcune battute ai suoi centrocampisti: “Acampora è un giocatore importantissimo, Ricci aveva bisogno di risentire con i fatti la mia fiducia. Sta facendo benissimo in allenamento, ma adesso abbiamo trovato una quadratura e mi sembra giusto andare avanti così. Tutti i cinque elementi del centrocampo per me sono titolari e mi mettono in grande difficoltà. Anche oggi? Sì, ma benché credo sia giusto dare continuità”.  Le ultime prestazioni hanno messo in evidenza la grande crescita atletica degli uomini in mediana: “Sicuramente i centrocampisti hanno maggior resistenza fisica rispetto a un mese e mezzo fa, ma lo stesso vale per i difensori. Abbiamo dovuto aspettare alcuni giocatori non al meglio, ora riusciamo a lavorare a buon ritmo con 20-22 giocatori e stanno crescendo tutti, sia come squadra sia come singoli”.

Avversario – Il Grifo affronta la capolista Cittadella, squadra che non ha mai perso lontano dal ‘Tombolato’: “Sarà una partita molto difficile, se una formazione arriva alla nona giornata in testa alla classifica significa che ha espresso dei valori importanti. Ha il miglior attacco della B, non perde fuori da casa da quindici turni e ha vinto le quattro e ha vinto le quattro sfide disputate in trasferta quest’anno. Inoltre viene da un ko pesante in casa e vorrà difendere il primato. Il nostro percorso di crescita passa da qui”. L’allenatore biancorosso aggiunge: “Quelli del Cittadella sono molto aggressivi, si conoscono bene visto che hanno mantenuto l’intelaiatura della passata stagione. E’ un gruppo che sa palleggiare bene e attaccare gli spazi, oltre ad avere una difesa solida. Una squadra da tenere in considerazione e rispettare”.

Spirito d’umiltà – Bucchi ricorda a tutti quale sarà l’atteggiamento da tenere domani: “Di sicuro entreremo in campo con lo stesso spirito avuto dopo la sconfitta con l’Entella. Noi partiamo sempre da lì, da quel viaggio di ritorno da Chiavari. Dobbiamo essere forti nella nostra umiltà”. Nessuna sorpresa che il Cittadella sia in testa “perché gli anni scorsi ci sono stati il Carpi e il Crotone che sulla carta erano matricole, ma che hanno strameritato di vincere grazie a un bel progetto”. Il Perugia può essere il nuovo Carpi? “Noi siamo ambiziosi, ma guardiamo giornata per giornata. Lo spirito è di una squadra che deve salvarsi, poi è chiaro che vogliamo raggiungere traguardi importanti. Ora non bisogna guardare la classifica”.

Aguirre e modulo – Poi il tecnico, stuzzicato da una domanda sul cambio di modulo rispetto al pre-campionato, ammette: “Il passaggio dal 4-2-3-1 al 4-3-3 è stato condizionato dal mercato. Pensavamo di poter riprendere Aguirre, che ritengo sia in grado di giocare a ridosso di una prima punta. Quando si è capito che non sarebbe arrivato, abbiamo deciso di prendere giocatori con caratteristiche diverse per completare la rosa come Dezi e Acampora, elementi capaci di inserirsi bene in un centrocampo a tre. Ho cercato di adattare le mie idee alla squadra, invece che fare il contrario. Fa parte del mio mestiere”.

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