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Caos Grifo, ruggito d'orgoglio di Santopadre: "Venerdì venderemo cara la pelle"

La panchina di Camplone è appesa a un filo chiamato Modena e la sua ‘defenestrazione’ appare solo rimandata. Tuona il presidente: "Restiamo uniti"

Saranno state giornate dure per il presidente Massimiliano Santopadre che, in seguito ai pessimi risultati della squadra nell’ultimo periodo, ha dovuto subire critiche molto pesanti sulla gestione del club.

L’apice della confusione lo si è avuto con il pasticcio creatosi lunedì pomeriggio, quando Camplone sembrava ormai l’ex allenatore del Perugia e Atzori il nuovo mister in pectore. Ora che le acque si sono calmate, almeno in apparenza, cerchiamo di capire come sono andate le cose: lunedì mattina è il diesse dei biancorossi Roberto Goretti a telefonare all’ex tecnico di Catania e Sampdoria Gianluca Atzori. Il motivo è chiaro, la società vuole che venga in sede per firmare il contratto: scadenza a giugno 2015 con possibilità di rinnovo in base al raggiungimento di determinati obiettivi (in primis, ovviamente, la salvezza).

Nonostante questo Andrea Camplone si presenta, seppur con qualche minuto di ritardo, al campo di allenamento, come se nulla stesso accadendo alla sua panchina. Sul web iniziano a circolare voci incontrollate: i siti internet degli esperti di calciomercato, subito ripresi dai quotidiani sportivi nazionali, confermano che l’avventura del pescarese è giunta al termine e che sta per iniziare quella di Atzori.

Il presidente arriva al campo di allenamento e smentisce le voci dell’esonero: Camplone resta. Poco dopo anche un comunicato da parte della società: “In merito alle presunte voci uscite sul tecnico Andrea Camplone l’AC Perugia Calcio ribadisce che sono attendibili solo le notizie che provengono da sito e social network ufficiali della società”. Insomma, non esattamente un attestato di fiducia al mister, ma più semplicemente un memorandum per giornalisti e tifosi, come a dire: “Finché non diamo noi l’ufficialità su queste cose, meglio non parlare”. Alla fine Goretti richiama Atzori e ‘congela’ l’avvicendamento tra gli allenatori.

Che cosa ha fatto cambiare idea alla dirigenza: il fastidio per l’uscita anticipata delle notizie sulla nuova guida tecnica o un confronto tra Camplone e Santopadre? Difficile a dirsi, fatto sta che la panchina del mister è appesa a un filo chiamato Modena e la sua ‘defenestrazione’ appare solo rimandata: non sarà facile affrontare la partita di venerdì in questo clima.

Anche per questa ragione Santopadre ha deciso di tornare a parlare. La scelta è quella del comunicato sul sito del Perugia Calcio: “Quello che sta accadendo oggi nel Perugia è dovuto al troppo amore che abbiamo nei confronti del Grifo. Posso confermare, se avete ancora stima e fiducia nel vostro Presidente, che venerdì mister, squadra, staff e ovviamente il sottoscritto venderanno cara la propria pelle”.

Un ruggito d’orgoglio da parte della massima carica dirigenziale biancorossa la quale invita il popolo perugino a continuare a sostenere la squadra: “Se, oltre alla meravigliosa Curva Nord, tutta la gente che era presente lo scorso 4 maggio verrà a lottare insieme a noi contro il Modena sicuramente ci sentiremo più forti”.

Santopadre è consapevole delle critiche che gli sono giunte da più parti e cerca un riavvicinamento con i tifosi, meno fiduciosi di un tempo sulle reali capacità gestionali della ‘ditta’ da parte del presidente: “Come ho fatto sempre da oltre 3 anni mi troverete a fianco dei miei ragazzi in ogni caso perché poter essere la guida di un club così importante e prestigioso è motivo di orgoglio anche nei momenti difficili. Chi è con noi venga allo stadio, oggi più che mai dobbiamo rimanere uniti”.

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