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Ascoli-Perugia a porte chiuse, Santopadre sbotta: "Grifo vittima, non carnefice"

Il presidente risponde alle critiche della Gazzetta dello Sport e di un quotidiano online ascolano che gli addebitano una parte di responsabilità per lo slittamento di Ascoli-Perugia

Santopadre non ci sta. Il presidente del Perugia non accetta di passare da “vittima a carnefice” nell’incredibile querelle nata in settimana a causa dei problemi di agibilità dello stadio “Del Duca” di Ascoli che oggi avrebbe dovuto ospitare la sfida tra il Grifo e il picchio. Ricordiamo che la gara è stata rimandata a domani con la decisione di giocare a porte chiuse dopo che le opzioni di ripiego (“Riviera delle Palme” di San Benedetto del Tronto e “Adriatico” di Pescara) sono saltate a causa del no delle amministrazioni comunali delle due città. Il presidente del Grifo ha deciso di rendere noto il proprio pensiero attraverso un comunicato apparso nel primo pomeriggio di sabato sul sito della società biancorossa.

Chiarezza – “A fronte di quanto scritto dalla Gazzetta dello Sport e dal sito on line Ascoli News, ci tengo a precisare alcuni passaggi e decisioni prese da parte del sottoscritto in merito alla vicenda del rinvio della gara di campionato Perugia-Ascoli e soprattutto ad esortare a chi scrive che, prima di farlo, bisogna essere a conoscenza dei fatti altrimenti si rischia di divulgare false informazioni”. Non usa mezzi termini il patron del Grifo, infastidito da quanto apparso sulla Rosea e sul quotidiano online della città picena riguardo al presunto no del Perugia a giocare a campi invertiti: “La Lega B era assolutamente contraria all'inversione di campo e non ha mai proposto questa ipotesi quando invece è stato il sottoscritto a palesare l'idea dell'inversione a condizione che anche la partita di ritorno di giocasse allo stadio Renato Curi nel rispetto degli impegni di campionato”.

False ipocrisie – Santopadre passa all’attacco: “Il Perugia, come l'Ascoli, ha sempre dato massima disponibilità a giocare la partita in qualsiasi campo d'Italia. In virtù di questo non accetto false ipocrisie e frasi retoriche sulla solidarietà in quanto anche noi siamo stati colpiti dal sisma e in prima persona, con la mia azienda di abbigliamento e il Perugia Calcio, ho cercato in tutti i modi essere d'aiuto a queste popolazioni”.

O tutti o nessuno – Il presidente biancorosso ha dunque posto un unico veto, quello “di dare l'agibilità dello stadio Del Duca ai soli tifosi ascolani escludendo invece i tifosi del Perugia. Sono rammaricato di quanto sta accadendo perché passare da vittima a carnefice a causa di alcune persone che non sanno nemmeno di cosa stanno parlando mi fa veramente molto male. Da Presidente del Perugia – aggiunge Santopadre –, la mia più grande responsabilità è quella di difendere i nostri tifosi quando questi sono vittime di ingiustizia”.

Abbassare i toni – La chiusura del comunicato è volta a smorzare le polemiche. In fondo stiamo parlando di calcio e la questione è nata a causa del terremoto, evento che sta causando molta sofferenza sia alla popolazione umbra che a quella marchigiana: “Detto questo ci tengo altresì a precisare, visto che parliamo di due regioni colpite dal sisma, di abbassare i toni e di giocare al meglio la partita di domani. Che vinca il migliore”.

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