Liomatic Perugia basket: intervista ai due giovanissimi Rath e Meschini

Una chiacchierata con i i due giovanissimi della Liomatic Perugia basket, John David Rath e Umberto Meschini. Ragazzi nati e cresciuti nel vivaio della Valdiceppo

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PerugiaToday

Intervista ai due giovanissimi della Liomatic Perugia, John David Rath e Umberto Meschini, nati e cresciuti sportivamente nel vivaio della Valdiceppo, elementi frutto del progetto Perugia Basket Academy (PBA) che concretizza la collaborazione tra Perugia Basket e Basket Academy. John ha assaporato la DNA già nella scorso campionato mentre per Umberto è la prima stagione in maglia biancorossa.

Qual è la prima cosa che avete pensato quando quest´estate vi è stato annunciato che sareste stati in pianta stabile nel roster della Liomatic Perugia?

J: Appena l´ho saputo sono rimasto subito sorpreso e felice, consapevole dell´impegno che avrei dovuto mettere in allenamento ma decisamente stimolato da questa cosa. D´altronde per me è una grande opportunità e farò di tutto per non farmela sfuggire.

U: Ovviamente anche io sono stato felice quando ho ricevuto la notizia, un po´ spaventato dalla cosa ma più che altro perché rappresentava per me una novità ed una grande chance, consapevole che il livello era decisamente più alto rispetto ai campionati in cui avevo giocato fino a quel momento e che quindi avrebbe richiesto grande sacrificio.

Sin dalle prime giornate avete trovato minuti importanti, concessi da un allenatore che vi conosce bene e che voi conoscete bene allo stesso modo. Insieme avete conquistato le finali nazionali in under15 ed in under17, oltre a vari raduni nazionali insieme. Come giudicate questa vostra prima parte di stagione?

J: Ogni tanto faccio ancora un po´ di fatica, in DNA il livello è molto alto, certamente la presenza di coach Fabrizi è molto importante, per me è più di un allenatore, quasi un fratello maggiore direi. Fino ad ora posso ritenermi soddisfatto di quanto fatto ma non voglio né devo accontentarmi, si può sempre fare di più e bisogna puntare sempre a migliorare. La strada credo sia quella giusta, sia per me che per la squadra.

U: Devo dire che l´inizio è stato difficile, soprattutto per quello che riguarda l´ambientamento in questa categoria. La presenza di Andrea (Fabrizi ndr) mi ha dato di certo una mano e mi ha aiutato a rimanere tranquillo in situazioni complicate, visto che ho sempre avuto la possibilità di contare su di lui. Sinceramente devo ringraziare anche i miei compagni, ci aiutano allenamento dopo allenamento ed in una situazione del genere ci sono tutte le premesse per migliorare.

Qual è la cosa che vorreste migliorare prima di tutto?

J: Sicuramente il tiro da fuori, principalmente dalla linea dei tre punti, inoltre voglio riuscire a prendermi più responsabilità di modo da acquisire maggiore sicurezza, dando di conseguenza tranquillità ai miei compagni.

U: Tecnicamente devo sicuramente allenarmi sul ballhandling, per quello che riguarda il gioco credo che per me sarà importante riuscire a fare passi in avanti sulle letture e sulla gestione delle soluzioni, sia difensive che offensive.

Sono molti anni che giocate insieme, praticamente da quando siete ragazzi. Oltre che nelle giovanili avete fatto esperienza insieme in DNC con la Valdiceppo e anche quest´anno partecipate, sempre con la PBA Valdiceppo, al campionato di DNG, under 19 d´eccellenza, campionato anche questo nazionale. Cosa non sopportate dell´altro e cosa invece apprezzate di più? Ovviamente dal punto di vista cestistico...

J: La sua incoscienza, ogni tanto si fa prendere dal momento e sceglie tiri un po´ affrettati, quando magari potrebbe ragionarla meglio. D´altro canto a volte è proprio questa caratteristica a diventare il suo punto di forza, è molto sicuro di sé ed è sempre convinto di quello che fa.

U: Devo dire che non ci sono cose particolari che non sopporto di John, fondamentalmente quando non mi passa la palla ma fortunatamente per lui non è che succede molto spesso! La qualità dei suoi passaggi è sicuramente la sua caratteristica migliore, è in grado di metterti sempre solo di fronte a canestro.

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