GRIFONERIE Perugia, è tornato Cosmi: trascinatore a suon di 'battute'...

Ospitiamo l'analisi del giornalista Claudio Sampaolo sui primi giorni del 'Serse-bis': le gag e le battute alla Crozza, solo apparentemente umoristiche, nascondono messaggi molto chiari alla piazza, ma soprattutto ai suoi giocatori...

Ha cominciato così: “stamattina non ho fatto colazione”. Già, perché? Per il turbamento e l’emozione di aver ritrovato la “sua “ panchina, il “suo” Perugia che gli ha chiuso lo stomaco. Perché (questa è piaciuta ai tifosi, vecchi e giovani): “allenare una squadra ed allenare il Perugia non è la stessa cosa”. Ha proseguito, qualche giorno dopo, asfaltando Rajkovic ed il suo no al Grifo (“Perugia non è il club Méditerranée”), ha chiuso il trittico prima facendo ridere di gusto l’arbitro di Napoli-Perugia, Luca Massimi, con un colloquio a quattrocchi a centrocampo a fine partita (ma i contenuti sono rimasti top secret…), poi rispondendo da par suo ad una domanda di Nicola Agostini sui 600 tifosi perugini presenti al San Paolo: “M’hanno emozionato… ma adesso temo che si siano rotti le palle anche loro delle emozioni e vogliono i punti”. E su Gazzetta.it questo frame di 63 secondi è diventato virale, imperdibile...

Napoli-Perugia 2-0, Cosmi: "Grifo è da Serie A se..."

RIECCO SERSE - Sono bastati dunque dieci giorni e qualche spezzone di intervista per riportare Serse sulla cresta dell’onda, per farlo tornare (forse) nel mirino di Maurizio Crozza che tanti anni fa a “Mai dire gol” lo disegnò perfettamente (i due sono poi diventati ottimi amici), con qualche piccola forzatura dettata dalla satira (“sbagli n’ crosse? Te spacco na gamba”); è bastato poco per far pensare a qualche giovane comunicatore che dietro l’uomo con la barba bianca e gli occhiali tondi e smisurati, ma di grande tendenza, ci sia qualche abile suggeritore. Un ghostwriter come Rocco Casalino per Conte, una “bestia” come Luca Morisi per Salvini. Perché in questo nostro mondo social pare che nessuno, chiamato a parlare in pubblico, abbia idee sue, sia capace di imbastire un discorso politicamente corretto (o scorretto, più facile...). Invece dietro Serse c’è Serse, c’è il suo intuito, la sua cultura (non solo calcistica) il suo saper conoscere e riconoscere l’anima delle persone, motivarle anche con parole dure, persino (Copyright Crozza) “con bastone e mazza da baseball”. La carota è troppo morbida.

Cosmi: "Sfumato Rajkovic? Meglio così..."

MESSAGGI 'SUBLIMINALI' - C'è il senso nascosto di frasi solo apparentemente buttate là con nonchalance, ma che implicano ragionamenti più profondi. “Perugia non è il club Méditerranée” era rivolto nominalmente a Rajkovic, ma anche a tutto il suo gruppo attuale. Un avvertimento col sorriso sulle labbra, che Luciano Gaucci, che non amava le metafore, avrebbe tradotto con “vi porto tutti in ritiro a Fratta Todina”. Ancora più chiaro nella prima conferenza stampa: “Io vorrei che i miei giocatori avessero fame, ambizione. Se uno si è seduto a tavola e non ha fame lo metteremo a dieta. Perugia sarà una piazza dove i giocatori non si devono sentire arrivati”. E anche questo messaggio, quasi subliminale, è partito col sorriso sulle labbra ed a giudicare da quel poco che si è visto al San Paolo chi aveva fame l'ha già fatto vedere, così come chi si sente già con la pancia piena. A nessuno è sfuggito un altro passaggio “prima di pensare agli acqusiti vedremo chi partirà”. Ultimo flash sui ruoli in campo. A Napoli ha provato Buonaiuto a centrocampo (ci aveva già provato Bucchi con scarsi risultati, per la verità), ha messo sul piatto il 3-5-2, ha chiesto a qualcuno di giocare più avanti ad altri di dialogare più tra loro (le punte).

Napoli-Perugia 2-0, le pagelle: Buonaiuto mezzala spaesata

GRIFONI AVVISATI - Traduzione e spiegazione per chi ha velatamente brontolato: “la vita di allenatore mi ha portato in rari casi a stravolgere la posizione dei giocatori e spesso a spostarli anche di poco. Devono capire che se faccio queste cose le faccio per esperienza ma anche per il loro bene: quindi penso che per un calciatore sia intrigante che un allenatore sposti le posizioni andando anche a toccare le caratteristiche, perché sennò poi rischiano di finire vicino a me”. Insomma, il messaggio era questo: cari i miei giocatori, casomai non bastassero gli esempi di Grosso, Milanese, Materazzi, Liverani, Baiocco, Tedesco, Blasi, Gatti e tanti tanti altri; non bastasse aver fatto giocare in serie A gente come Ahn, Rezaei, Dellas, Diamoutene, Coly, Aliou e persino Gheddafi, cioè uno che non avrei schierato nemmeno con le riserve della Pontevecchio (ma io sono aziendalista e Gaucci aspettava e sperava nei petrodollari libici...), bene, allora sappiate che con le panchine lunghe di oggigiorno, c'è posto per tutti.

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