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Grifo, Bisoli ai saluti prima di Vicenza: "Coscienza a posto, attendo comunicazioni dalla società"

L'ultima conferenza stampa dell'allenatore emiliano tra rimpianti, orgoglio e l'augurio di buon lavoro a chi prenderà il suo posto sulla panchina del Perugia

Un addio triste quello tra il Perugia e Pierpaolo Bisoli, che oggi ha parlato in vista dell’ultima sfida di campionato tra i Grifoni e il Vicenza in programma venerdì sera alle 20,30.  Le premesse per la sfida del “Menti” non sono delle migliori: “Siamo in 15, compresi i 3 portieri. Porteremo via Santopadre, Piacenti e Di Nolfo dalla Primavera, perché mi sembra giusto. La formazione? Ve la dico: Rosati; Milos, Volta, Monaco, Alhassan; Rizzo, Taddei, Zebli; Zapata, Ardemagni, Guberti. In panchina, oltre a quelli già citati, ci sono Parigini, Molina e Drolè”. Il tecnico ammette che “nessuna delle due squadre avrà grandi motivazioni, ma vogliamo provare a vincerla, comportandoci da professionisti come abbiamo fatto durante l’arco della stagione”.

Rimpianti – Bisoli analizza il girone di ritorno: “Molte delle nostre disgrazie sono cominciate proprio dal rinvio della partita con il Vicenza dopo Natale. Venivamo dalla scoppola di Como, eravamo in emergenza totale e dopo 48 minuti si fa male Parigini. Lì cade il castello: il giorno dopo Drolè si rompe il braccio, Fabinho era fuori per infortunio e Guberti non era ancora utilizzabile. Perdiamo tre partite e si apre un altro mondo. Da quel momento ci siamo agganciati a qualche ancora, abbiamo rischiato, ma poi ci siamo ripresi e siamo qui. La stagione l’abbiamo persa tra gennaio e la fine di febbraio”.

Futuro – Quella con il Vicenza sarà l’ultima panchina in biancorosso per l’allenatore di Porretta: “Mi dispiace. Quando sono arrivato avevo in mente un progetto, altrimenti non avrei firmato per due anni. La società ha però la facoltà di scegliere, il presidente è sopra le parti e quindi sono dispiaciuto di andar via, soprattutto perché ho visto che la gente mi vuole bene. Sono contento di lasciare un bel ricordo come uomo prima che come professionista”. E riguardo ai dissapori con la dirigenza: “Ognuno ha il proprio punto di vista, io ho portato dei dati di fatto, che non si possono smentire. Dunque sono a posto con la coscienza. Spero la società mi comunichi qualcosa il prima possibile, in maniera di essere libero di decidere del mio futuro, anche perché 20 giorni fa ho ricevuto un’offerta che non ho preso in considerazione perché volevo rispettare il contratto con il Perugia”.

Successione – Una battuta l’allenatore la fa anche sul prossimo mister del Grifo, Cristian Bucchi: “L’ho avuto come giocatore a Cesena ed è un bravo ragazzo. Gli auguro tutto il bene possibile e di non passare la stagione che ho attraversato io”. Questa annata lascerà comunque qualcosa a Bisoli: “Quando si allena in una piazza importante è normale. Innanzitutto ho imparato a gestire situazioni di emergenza, non pensavo di poter tirare fuori il massimo da soli 11 giocatori e in più ho capito che anche in queste condizioni non devo abbassare l’intensità dell’allenamento”.

Considerazioni finali – Al di là di come andranno le cose, il rapporto tra guida tecnica e gruppo resterà positivo: “Tutti i giocatori mi hanno ringraziato, anche quelli che hanno giocato di meno. Ci tengo a precisare che non ho mai litigato con nessuno eccetto che un piccolo diverbio con Lanzafame a causa del suo comportamento, poco prima che andasse via”. A Bisoli viene chiesto dei playoff: “Sono un altro campionato, dipende dalla condizione fisica e mentale con la quale ci si arriva. Credo che in questo momento Pescara e Trapani stiano meglio delle altre, poi però le partite vanno preparate bene perché sono da dentro o fuori. Il mio rammarico è di non esserci arrivato con il Perugia, perché le partite secche con le grandi non le abbiamo mai sbagliate”.  

Sugli infortuni: “Se fossero stati tutti di natura muscolare avrei messo in discussione il mio modo di allenare. Ma a livello muscolare gli infortuni sono stati 14, siamo agli ultimi posti nelle classifiche di A, B e C. Non posso incolpare nessuno, tantomeno il medico che ha fatto tutto quello che doveva fare”.

Ringraziamenti – La conferenza si chiude con i saluti del tecnico: “Ringrazio tutti i giocatori e voglio spendere qualche parola in più per Del Prete e per Fabinho, che ad Avellino è entrato a 20’ dalla fine grazie a due iniezioni di antidolorifico e ci ha fatto vincere. Qualcuno che porterei con me? In questo momento nessuno, per il semplice fatto che non so dove andrò. So solo che la mentalità vincente non si crea in un anno, ci vuole tempo e questo l’ho detto alla società”.

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