Venerdì, 14 Maggio 2021
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Grifo, Bisoli: "E' mancata la fiducia dell'ambiente, ma voglio che la squadra dia tutto fino alla fine"

Le parole in conferenza dell'allenatore biancorosso tra la voglia di continuare e la consapevolezza che la società sta guardando già al futuro

Scorrono i titoli di coda sulla difficile stagione del Perugia e Bisoli appare in bilico tra la voglia di restare e la consapevolezza che la dirigenza sta già guardando oltre. Ma il tecnico non si scompone e pensa alla sfida di domani con il Livorno, consapevole di dover ancora a che fare con una marea di problemi.

Di nuovo emergenza – I giocatori a disposizione sono davvero pochi: “Ci sono diversi assenti: Fabinho, Rizzo, Belmonte, Spinazzola e Bianchi. Siamo in 18 e diversi non stanno bene, vedi Ardemagni e Rossi. In ogni caso vogliamo andare a Livorno per vincere, dobbiamo finire in crescendo, per rispetto della società e dei tifosi”.

Stimoli e formazione – “Gli stimoli dobbiamo trovarli sempre, la professionalità prima di tutto. Sono convinto che questo rimarrà ai giocatori. Ho visto una crescita e penso che avendo avuto tutti a disposizione avremmo potuto fare un’altra stagione”. Detto delle assenze, a Bisoli non restano molti giocatori a disposizione: “Monaco titolare? No io voglio mettere in campo la miglior formazione e Mancini e Volta mi danno molte certezze in questo momento. Terzini? Molina giocherà dal primo minuto, poi vedremo se riusciremo a mettere dentro Del Prete. Un ultimo dubbio sta se far giocare subito Parigini oppure Ardemagni”.

Futuro in bilico – Data la situazione in classifica, in molti guardano già al domani, ma il tecnico emiliano resta concentrato sul presente: “Non mi faccio influenzare dalle voci, vado al campo per cercare di far migliorare i miei giocatori e lavoro come se fosse il primo giorno. Poi se le strade dovessero separarsi pazienza, fa parte della vita. Si separano marito e moglie – ha aggiunto con un sorriso amaro Bisoli – pensate allenatore e presidente”.  Di sicuro all’allenatore rimarrà addosso l’amarezza “di questa stagione per la grande tribolazione. Penso  però di aver fatto comunque qualcosa di positivo. Nella griglia iniziale eravamo dati tra il nono e il decimo posto e siamo lì, nonostante tutti i problemi”.

L’analisi – Per Bisoli i problemi della stagione sono facilmente individuabili: “Abbiamo perso 14 punti tra l’87’ e il recupero: qui non c’è tattica, è solo il fatto che in allenamento non sono riuscito a ricreare le situazioni di assedio perché molti dei giocatori erano assenti”. Il tecnico si sbilancia: “Auguro al mio successore di non avere i miei stessi problemi, altrimenti credo che la stagione potrebbe andare in altre direzioni, proprio come sta accadendo al Livorno”.

Poca fiducia – I sassolini cominciano ad uscire dalle scarpe dell’ex centrocampista: “In generale direi che non c’è stata grande fiducia nei miei confronti, ma mi ci sono adeguato”. Eppure qualcosa di buono è stato fatto: “Sono convinto di aver creato qualcosa di importante per il futuro e tutti i miei giocatori lo riconoscono. Vi porto l’esempio di Mancini: la Fiorentina a gennaio lo voleva indietro, lui ha detto di voler rimanere qui perché con me poteva crescere. Questo è il mio più grande orgoglio”.

Nessuno strappo – L’allenatore di Porretta smentisce poi alcune voci: “Ho letto che al termine della stagione avrei stracciato il contratto. Falso. Quando ho dato le dimissioni l’ho fatto per il bene del Perugia, non certo perché non avevo più voglia di allenare questa squadra”. In chiusura Bisoli sottolinea pregi e difetti del proprio carattere e del lavoro svolto: “Finalmente ho letto che qualcuno riconosce quello che ho fatto negli anni passati: Diamanti, Giaccherini e Nainggolan sono cresciuti nel periodo in cui li allenavo io e sono arrivati in nazionale. So che non è sempre facile rapportarsi con me. Mia moglie mi dice sempre che voglio piacere a tutti e invece piaccio solo a lei e ai miei figli”.

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