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Coronavirus, anche il leader Angella in quarantena: "Falcinelli e Vicario due esempi, Perugia da playoff"

Il difensore, lontano dalla famiglia e dalla compagna, pensa al Grifo e ad allenarsi: "Cucino, pulisco casa e mi tengo in forma. Peccato questo stop, ero pronto al rientro"

Il Grifo è fermo per l'emergenza coronavirus e con il campionato in sospeso anche i grifoni sono in quarantena. Se Cosmi, Falcinelli, Iemmello, Di Chiara e Melchiorri ne approfittano per godersi un po' gli affetti familiari, Angella trascorre invece da solo a Perugia questi giorni difficili e surreali: "La mia compagna è farmacista ed è rimasta a Empoli per lavorare, io qui cerco intanto di tenere in ordine la casa: pulisco, cucino e mi alleno seguendo i programmi personalizzati del nostro staff, anche se ovviamente qui non ho tutti gli attrezzi":

Il difensore toscano, che era rientrato da un lungo infortunio e si era fermato di nuovo nel match perso al 'Curi' con l'Empoli, già scalpita: "Prima di tutto viene la salute ma è un peccato essersi fermati dopo la vittoria sulla Salernitana, moralmente molto importante per la squadra. Io poi ero pronto a rientrare". Contro i campani i suoi compagni non hanno fatto sentire la mancanza sua e dell'infortunato Gyomber nel cuore della difesa biancorossa: "Gli altri ragazzi hanno fatto bene. Sgarbi sta crescendo e deve continuare così, Falasco ha più esperienza e si è comportato bene". E poi c'è Rajkovic, arrivato a gennaio: "È uno con la testa sulle spalle, si allena sempre al massimo ed è un professionista esemplare. Era  fermo da un po' e ha dunque faticato a livello fisico, ma le sue grandi qualità e la sua esperienza faranno più che bene al Perugia".

VIDEO Grifo in quarantena coi tifosi: Santopadre altelefono e il signor Aldo si commuove

Un Perugia che nel rush finale potrà contare anche sulla personalità e il carisma di Angella: "Qualche mancanza da questo punto di vista c'è stata - ammette il difensore biancorosso - altrimenti non ci ritroveremmo in questa situazione di classifica. Per quanto mi riguarda sono stato penalizzato dagli infortuni e non ho potuto dare al massimo alla squadra. Facevo spesso avanti e indietro con Cesena, dove andavo a curarmi, e quando non vivi la settimana non è sempre facile capire le condizioni della squadra. Ho cercato di dare comunque il mio apporto sentendomi tutti i giorni con il presidente Santpadre, il direttore Goretti e i ragazzi, ma non è stato sufficiente". 

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