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LA LETTERA - Provvidenza: "Così diventa difficile riaprire le piscine"

Il presidente della Fin umbra: "Le nuove regole troppo penalizzanti per i gestori: le piscine sono ambienti sanificati da sempre"

Da oggi, lunedì 25 maggio, in Umbria scatta la seconda fase delle riaperture e tra le varie attività nuovamente consentite dall'ordinanza della 'governtraice' umbra Donatella Tesei c'è anche quella delle piscine. Ma le piscine saranno pronte a riprendere la loro attività e ad accogliere i nuotatori nel rispetto delle regole previste? Sul tema riceviamo e pubblichiamo una lettera dell'avvocato Mario Provvidenza, presidente della Federnuoto regionale...

di Mario Provvidenza

La volontà dei gestori degli impianti natatori e soprattutto quella della Fin è certamente orientata alla ripartenza giudicando positivamente la grande richiesta di nuoto che ha sempre accompagnato questo lungo periodo di chiusura. Tuttavia è assolutamente necessario fare un distinguo sul nuoto e sugli impianti sportivi piscine.

Le piscine sono ambienti sanificati da sempre
Già prima dello shock della chiusura forzata di tutte le attività avevo precisato la particolarità dell’ambiente piscina, da sempre all’avanguardia sotto il profilo igienico. Questo specifico impianto sportivo può dirsi automaticamente sanificato sia per l’uso diffuso del cloro come agente di igienizzazione in acqua aria e spogliatoi, sia per la tradizione della pulizia ripetuta almeno tre volte al giorno all’interno degli spogliatoi (assoluta eccezione nello sport) sia anche per l’attenzione alla prevenzione costante delle condizioni igieniche complessive garantita da un plurimo autocontrollo giornaliero di tutti i parametri e da quello ciclico delle Usl del territorio, sia infine per l’introduzione delle migliori e aggiornate tecnologie del trattamento e uso dell’acqua, un elemento prezioso e costoso da sempre rispettato e coccolato da tutti i gestori che mai ne hanno favorito lo spreco. Fin dal 2018  ad esempio la Fin ha promosso su scala nazionale e regionale la temporizzazione delle docce in piscina che ora è stata inserita fra le misure post covid 19.

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Le piscine coperte in genere hanno costi alti e tendono al massimo al pareggio del bilancio, non producono utili
Altra particolarità dell’impianto piscina è il costo di gestione che comporta di limitare la massimizzazione del risultato economico di gestione al più al pareggio di bilancio: le piscine coperte quindi non producono utili. Ecco perché in genere alla piscina si deve agganciare anche altra attività più commerciale (punti vendita, punti ristoro, palestre. piscina scoperta estiva ecc.) per integrare i ricavi e garantire con maggior sicurezza il pareggio di gestione o la produzione di un avanzo di gestione. 

La nuova disposizione del distanziamento è penalizzante
Su queste premesse l’inserimento almeno fino alla fase 2 di un distanziamento più penalizzante (7mq/persona) rispetto alle condizioni pre-covid19, compromettono e sbilanciano negativamente tutti gli accordi convenzionali in essere ed i piani di gestione concordati con gli enti pubblici proprietari: non solo i gestori hanno subito una perdita secca dei ricavi con il lock down, ma tale perdita non potrà essere ripianata con utili futuri inesistenti. Non solo: il distanziamento, riducendo sensibilmente gli ingressi, ridimensionerà definitivamente anche i ricavi futuri attesi.

Riaprire in sicurezza vuol dire non lasciare soli i gestori
In definitiva l’obiettivo del nuoto è certamente di riaprire in sicurezza e prima possibile, ma per farlo occorrerà attenzione e condivisione da parte degli enti proprietari - in gran parte i comuni ma anche provincia, regione e università - che quindi sono invitati con urgenza ad un tavolo di confronto specifico che porti all’introduzione di aggiornamenti e modifiche assolutamente necessarie.

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