Coronavirus, Dpcm del 18 ottobre: il calcio umbro non si ferma, via ai campionati

Nessuna novità per lo sport dilettantistico regionale, restrizioni solo per le categorie provinciali e le scuole calcio. Confermato lo stop al calcetto, sotto osservazione e 'in sospeso' le piscine e le palestre

Il calcio dilettantistico va avanti. Per il mondo del pallone umbro (e degli altri sport di squadra della regione) cambia poco con il Dpcm del 18 ottobre firmato dal premier Giuseppe Conte per fronteggiare il riacutizzarsi dell'emergenza coronavirus. Sono infatti "consentiti soltanto gli eventi e le competizioni riguardanti gli sport individuali e di squadra riconosciuti di interesse nazionale o regionale dal Comitato olimpico nazionale italiano (Coni), dal Comitato italiano paralimpico (Cip) e dalle rispettive federazioni sportive nazionali, discipline sportive associate, enti di promozione sportiva, ovvero organizzati da organismi sportivi internazionali".

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CAMPIONATI E BABY - Interesse regionale che per il settore agonistico riguarda tutti i campionati, dall'Eccellenza (già giocata la prima giornata) fino alla Seconda categoria (che a differenza di Promozione e Prima non prenderà il via il 25 ottobre ma l'8 novembre). Chiusura invece per i campionati di interesse provinciale (come la Terza categoria che in Umbria però non c'è) e per i settori giovanili visto che adesso "l’attività sportiva dilettantistica di base, le scuole e l’attività formativa di avviamento relative agli sport di contatto sono consentite solo in forma individuale e non sono consentite gare e competizioni. Sono altresì sospese tutte le gare, le competizioni e le attività connesse agli sport di contatto aventi carattere ludico-amatoriale”. Oltre al confermato stop per il calcetto con gli amici dunque, niente campionati provinciali, né tornei per scuole calcio, Piccoli amici, Pulcini e Esordienti, mentre si svolgeranno i campionati regionali di Juniores, Allievi e Giovanissimi (attesi i calendari).

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STADI E TIFOSI - Confermata invece dal governo la parziale riapertura al pubblico degli stadi, dei palazzetti e degli impianti sportivi, con l'ultimo Dpcm che conferma i tetti e le limitazioni fissate da quello del 13 ottobre: "una percentuale massima di riempimento del 15% rispetto alla capienza totale e comunque non oltre il numero massimo di 1000 spettatori per manifestazioni sportive all’aperto e di 200 spettatori per manifestazioni sportive in luoghi chiusi, esclusivamente negli impianti sportivi nei quali sia possibile assicurare la prenotazione e assegnazione preventiva del posto a sedere, con adeguati volumi e ricambi d’aria, a condizione che sia comunque assicurato il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro sia frontalmente che lateralmente, con obbligo di misurazione della temperatura all’accesso e l’utilizzo della mascherina a protezione delle vie respiratorie, nel rispetto dei protocolli emanati dalle rispettive Federazioni sportive nazionali, Discipline sportive associate ed enti di promozione sportiva, enti organizzatori".

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PALESTRE E PISCINE - Restano intano aperte, al momento, le piscine e le palestre che sono però sotto osservazione. "A oggi molti ma non tutti seguono le normative" ha spiegato il premier Giuseppe Conte in conferenza stampa dopo la firma dell'ultimo Dpcm. Nessuna novità dunque rispetto a quello del 13 ottobre ("attività consentite nel rispetto delle norme di distanziamento sociale e senza alcun assembramento, in conformità con le linee guida emanate dall'Ufficio per lo sport, sentita la Federazione medico sportiva italiana (Fmsi), fatti salvi gli ulteriori indirizzi operativi emanati dalle Regioni e dalle Province autonome"), ma una settimana di tempo concessa per adeguarsi ai protocolli di sicurezza prima che il governo riesamini la situazione.

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