Perugia, inizia l'era Caserta: "Con me solo chi lotterà per il Grifo"

Presentato il nuovo tecnico: "È stata un'annata difficile anche per me, ho grande voglia di rivalsa. Al mercato penserà la società, io chiedo solo calciatori motivati: in Serie C a fare la differenza sono i ritmi e le maglie sudate"

"Fabio Caserta è un allenatore giovane, che conosce bene il campionato di Serie C e lo ha anche vinto. È stata la nostra prima scelta e lui ha accolto con entusiasmo il nostro progetto nonostante avesse altre offerte". Queste le parole con cui Marco Giannitti, nuovo direttore sportivo del Perugia, ha presentato l'allenatore che raccoglierà l'eredità di Massimo Oddo dopo l'amara retrocessione del Grifo a sei anni da quello che era stato il ritorno in B.

"Questa è una piazza molto importante - ha esordito Caserta, che è a sua volta retrocesso con la Juve Stabia che aveva riportato un anno fa tra i cadetti- e con il presidente e il direttore ci siamo capiti subito. Ho tanta voglia di rivalsa e di rimettersi in gioco dopo un'annata difficile per il Perugia ma anche per il sottoscritto". Il Grifo intanto aspetta di conoscere il raggruppamento in cui sarà inserito: "Il girone non cambierà le strategie della società - assicura il tecnico -, io ho fatto solo il girone C ma penso che al di là di questo sarà comunque un campionato lungo e difficile, in cui ci sarà da lottare domenica dopo domenica su ogni campo".

'Lottare', è questa la parola chiave: "Ai miei giocatori chiedo massimo impegno e non soltanto in partita, perché la partita è lo specchio della settimana. Sono molto esigente sul lavoro: quando un mio calciatore esce con la maglia sudata sono soddisfatto, perché questo è quello che facevo io da calciatore. Le sfide sono tutte difficili e ogni anno fa storia a sé, già da calciatore sono stato abituato a lottare, partendo dal basso e ottenendo tutto con il sacrificio. Una retrocessione fa male a tutti ma ora bisogna voltare pagina e guardare avanti senza pensare quello che è successo. Servirà grande compattezza per riconquistare i tifosi". 

Una compattezza da ricercare già in sede di calciomercato, con una squadra da ricostruire sulle macerie di una stagione maledetta: "Io vengo pagato per fare l'allenatore ed è già abbastanza difficile il lavoro sul campo - ha spiegato Caserta - per quello fuori dal campo mi fido del direttore e della società. Di certo voglio giocatori motivati, che vengano qui con la voglia di lottare per la maglia e per la città. Ci sarà gente che chiederà di andare via ma in una piazza così ci sono tanti altri calciatori che verrebbero di corsa. C'è una buona rosa da sistemare con i giusti elementima, ripeto, mi fido del direttore".

Per Caserta è ancora troppo presto per parlare di sistemi di gioco: "Sistemi e moduli sono numeri, la cosa decisiva è l'interpretazione della partita. Nella mia carriera ho avuto tecnici importanti che mi hanno trasmesso molto, anche a livello carismatico come Antonio Conte, ma io cerco di essere sempre me stesso. Ho un credo e un modo di vedere il calcio ma cerco sempre di adattarmi alla rosa e ai calciatori che ho. Credo molto nei ritmi alti e nell'agonismo, soprattutto in B e in C mentre in Serie A serve anche tanta qualità. Voglio una squadra propositiva e che non aspetti, ma che si sappia anche difendere con ogni singolo calciatore". In poche parole, "bisogna correre più degli avversari".

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