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Perugia, Santopadre a tutto campo: "Gaucci scorretto. Cosmi? Vedremo..."

Dall'offerta italo-maltese per il club al rinnovo del tecnico, il presidente fa il punto prima della ripresa della B: "Voglio un Grifo 'strabico': c'è un premio per la salvezza ma anche uno per la A". Un grazie ai tifosi: "La torciata uno spettacolo"

Da Alessandro Gaucci ai tifosi della Curva Nord, passando per Fernandes fino all'imminente ripresa del campionato dopo il lungo stop per l'emergenza coronavirus. Un Massimiliano Santopadre 'a tutto campo quello' ieri sera negli studi di Tef Channel Tv, dove il presidente è stato ospite della trasmissione condotta dal direttore Giulio Nardi: "Domani (oggi, ndr) farò un discorso alla squadra e gli dirò che le prossime saranno dieci finali, a partire da quella di Ascoli (domenica 21 giugno, ore 20.30). Conteranno le motivazioni, voglio vedere i ragazi vincere tutti i duelli personali e andare a riprendere la palla con ferocia quando la perderanno".

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Una situazione inedita per tutti e anche per un Perugia che con il successo sulla Salernitana prima dello stop in un ('Curi' a porte chiuse) si era allontanao dalla zona più calda della classifica e ora si trova a metà del guado, in bilico tra 'inferno' e paradiso'. "Per questo voglio un Perugia 'strabico' - ha detto Santopadre - capace di guardare con un occhio davanti e con l'altro dietro, tanto che ho deciso di fissare due premi: un o più piccolo per il raggiungimento dei 45 punti (che dovrebbero garantire la salvezza, ndr) e uno più grande in caso di Serie A. Sono ancora convinto che la rosa sia valida, non è ancora finita".

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Il presidente biancorosso è tornato poi sull'incontro di venerdì scorso a Fiana Romano, dove ha respinto un approccio per l'acquisto del club: "Sono un po' offeso e arrabbiato per il vespaio creato. Ho ricevuto una telefonata di Alessandro Gaucci che non avevo mai incontrato e sentito 6-7 volte al massimo, mi ha chiesto un incontro con l'avvocato Dario Canovi e io, pensando che volessero offrirmi un giocatore, per educazione ho accettato. Mi hanno parlato di tutto e a un certo punto hanno tirato fuori il mandato di una finanziaria italo-maltese e io gli ho detto che il Perugia non è in vendita. Questo non perché non lo voglio vendere in assoluto, ma perché succederà arò convinto che ci sia un progetto serio e importante che faccia la gioia mia e dei tifosi, non solo a livello economico. Forse sbaglio, ma già quando sono arrivato qui si parlava dei maltesi e così ora mi si sono addrizzati i peli".

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